Spirito porteno

Forse e’ sempre un problema di aspettative: se arrivi a Buenos Aires aspettandoti qualcosa, potresti rimanere deluso.

Ed e’ quello che e’ successo a tanti viaggiatori incontrati in questi giorni, scappati da Buenos Aires perche’ non gli e’ piacciuta.
Buenos Aires e’ una metropoli, e’ immensa, si dice sia pericolosa, e’ piena di gente, ed e’ trafficata. Ma dopo aver vissuto a Roma 6 anni, vi assicuro che non e’ niente di drammatico. Un sistema di trasporti pubblici che ti permette di andare ovunque, bus che corrono tutta la notte, e taxi a volonta’. L’idea che il Terzo Mondo sia l’Italia mi cresce sempre di più’ nella mia testa.

Se poi le dai un po’ di fiducia e non ti fermi alle apparenze, vivendola un po come abbiamo fatto noi in circa 2 settimane, Buenos Aires si mostra con tutto il suo fascino, con l’aria francese un po’ chic di Recoleta e Palermo, l’aria un po vecchia e trasandata di San Telmo o l’aria da grande metropoli moderna del microcentro…Ma ci sono due cose in particolare che ce la fanno amare.

Innanzitutto, viverla attraverso il tango. Le aggiunge quel fascino per la quale non puo’ essere Europa, ne’ solo una metropoli sudamericana: e’ Bs As. E’ il calore delle milonghe, del rituale degli inviti al ballo e degli abbracci stretti, e’ una foto di Carlos Gardel, uno dei più famosi compositori porteni di tango, appesa in ogni angolo, e’ la musica di strada, e’ le parole struggenti e malinconiche di un tango.

E poi la gente. Che bellezza, la gente di Buenos Aires! E dell’Argentina tutta. Una cortesia, semplicita’, gentilezza, curiosita’…che non ti aspetti in una metropoli. Basta chiedere dove passa il bus per Carlos Calvo y Peru, e ti accompagnano alla fermata. Se scendi dall’autobus e ti guardi attorno, c’e’ qualcuno che gentilmente ti chiede se hai bisogno di aiuto. E’ semplice chiacchierare, la gente e’ curiosa, e non si secca di fronte alle nostre domande, anzi! ed e’ divertente scoprire che almeno il 50% delle persone ha origini italiane!

Potremmo stare ore e ore a farci raccontare storie da chiunque: storie di migranti, di lunghi viaggi, di vite reinventate, di duro lavoro e di fortuna, storie di miserie e storie di successi.

Il taxista con sangue italiano,francese e arabo. La signora un po’ svitata proprietaria dello stabile dove sta il nostro ostello: ci parla con nostalgia della nonna venuta da Tenerano, e delle belle domeniche in famiglia quando si mangiavano le zeppole…che tenera. La fotografa di strada a Caminito, uruguaiana di nascita, portena di vita, che vuole andare a vivere in Australia. Due sorelle tanguere, belle e giovani, che hanno studiato alla scuola italiana. Il maestro di tango che ha il figlio che lavora a Milano a Zelig. I ragazzi giovani che cantano i tanghi dei nonni in una milonga. Il signore anziano che mangia solo accanto a te, leggendo un libro sulle piramidi…e a 80 anni passati ti dice che sta studiano l’inglese, e che vorrebbe viaggiare in Egitto ma ora e’ vecchio ed e’ difficile, e ti racconta pezzi della sua vita. Un anziano in milonga che sta imparando a ballare il tango, perche’ in gioventu’ ha vissuto l’era del jazz, non del tango, e ora ha deciso di viversi anche la nuova era. Un gelataio russo, accolto in Argentina, che ci dice che la crisi in Italia e’ colpa degli immigrati marocchini…ci fa pena, questo migrante che non e’ capace di provare comprensione per gente come lui, migrante come lui.

Terra di accoglienza, questa, che ha aperto le sue porte a tutti, ma proprio a tutti, dal poveraccio in cerca di fortuna al delinquente in fuga. Gente di Bs As, se ne potrebbe parlare per ore. EffeMaschio sostiene che Buenos Aires somigli a una citta’ italiana degli anni ’80. In effetti e’ un po’ come stare a casa…sara’ il cibo, la pizza muzzarella, il dialetto Lanfardo infarcito di parole italiane…ma ci sentiamo a casa!

Forse le foto non sono esaustive stavolta… perdonateci, ma siamo stati molto poco turisti, ci siamo persi nelle strade e storie di San Telmo, e dovremo un giorno tornare in citta’ per visitare musei e vedere cio’ che un turista dovrebbe vedere. Ma speriamo vi parlino d’altro, come Buenos Aires ha parlato a noi.

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5 Responses

  1. Ivanna scrive:

    Finalmente….aspettavo questo post :D Ora devo leggerlo con calma e vedere le foto…perciò i commenti dopo. Baci

  2. Mela scrive:

    Invece le foto sono molto rappresentative :-)
    Ragazzi.. a me ha ricordato Napoli. Sarò di parte.. ;)

    Baci

    • EffeFemmina scrive:

      :) scambiamo il tango con la tarantella,e ci siamo ;) ps: un tipo neozelandese ci ha detto che Napoli e’ come Bangkok…non so se e’ 1complimento :P

  3. Ivanna scrive:

    Ora capisco come mai vi aveva affascinato molto..in effetti forse è anche difficile da spiegare…si tratta più di sensazioni provate. Cmq foto bellissime :D

    • EffeFemmina scrive:

      Esatto,sono sensazioni provate nei modi + disparati, più’ che cose viste…in effetti abbiamo visto poco, ci torneremo a fare i turisti veri, un giorno :P

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