Il Piano B

Non so perche’ siamo arrivati al Piano B.

Forse e’ l’ostilita’ attorno al progetto iniziale. Forse e’ la paura di non farcela. Forse e’ l’essere troppo legati all’idea di casa e lavoro, in fondo, a trattenerci. Ci aspettavamo piu’ partecipazione, confesso: tu pensi di dire una cosa del genere agli amici piu’ cari e di trovare dall’altro lato una sponda che offre riflessioni, consigli, anche dei no duri…ma per lo piu’ sono arrivati assordanti silenzi. Il sito, per esempio: dato a diverse persone, in realta’ e’ letto da quasi nessuno…non so, ma il vuoto attorno non aiuta, in momenti in cui gia’ la tua testa e’ confusa.

Che poi che sarebbe il Piano B? e’ la riduzione del viaggio a sei mesi…si partirebbe, facendo scalo in Australia, e da li si partirebbe per 6 mesi in Sud America e Caraibi, con una tappa a San Francisco e Tokyo. I restanti sei mesi si passerebbero in Australia, a lavorare. L’anno sabbatico verrebbe violentato e diviso in due, in modo da accontentare le istanze di entrambe le Effe…il viaggio per la Effe Femmina, l’Australia e il provare a lavorare li per l’Effe Maschio.

Sembra ok, no, sembra posso andare? Invece non lo so.

Perche’ temo che l’Effe Maschio non lo riportero’ piu’ indietro da laggiu’, e che in Italia ci tornero’ da sola. Perche’ l’Australia e’ troppo troppo lontana per andarci a vivere, e non mi incuriosisce nemmeno cosi tanto….e non mi piace stare a 36 ore di aereo dalla mia famiglia.

Abituata a scegliere solo ed esclusivamente in base alle mie priorita’, questa scelta a due mi viene difficile…da un lato DoppiaEffe, il voler realizzare insieme le proprie vite…dall’altro la consapevolezza che realizzare i sogni dell’uno non rientra nei progetti dell’altro, e non e’ facile passarci sopra. E poi c’e’ il non voler tarpare le ali a nessuno: non posso impedire all’AltraEffe di realizzare un sogno, non voglio essere l’ostacolo, dopo aver provato sulla mia pelle cosa vuol dire avere accanto qualcuno che non condivide le tue scelte…ma non so se voglio condividerlo.

Insomma, continuano i momenti di turbolenza.

E’ assurdo che abbiamo vissuto nella gioia e allegria del viaggio esattamente fino al giorno prima di cominciare a scrivere il blog…passando da queste parti viene da chiedersi “Ma gliel’ha prescritto il medico di farlo, se gli piglia cosi’ male?”.

Invece non ce ‘lha prescritto il medico, e vi assicuro che eravamo le persone piu’ entusiaste di questa terra, che ci brillavano gli occhi ogni sera a cena guardando il planisfero alle nostre spalle, e immaginando le nuove puntine da piazzare in giro. E poi….

Poi non so…poi c’e’ quest’indecisione senza fondo, di cui non si intravede la fine.

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commento

EffeFemmina

Francesca V., 30 anni. Insieme a Francesco (la EffeMaschio) decide di mollare tutto e partire per un viaggio intorno al mondo...Ed è li che inizia l'avventura che raccontiamo in questo blog... ;)

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3 Responses

  1. Mr Incredible scrive:

    Ehi,
    tranquilla, le cose le faremo in due. E’ il realizzarsi anche di un’altra cosa che anche tu volevi fare: un’esperienza di lavoro all’estero. Ricordi? Poi decideremo insieme cosa fare, insieme. Senza fretta. Valuteremo insieme, vedremo se nel frattempo l’Italia non e’ finita in default… :)

    Il piano B ha dei vantaggi in se, proviamo a riepilogarli:
    1. abbatte la paura, per la me al primo posto, di non farcela a vagabondare per un anno intero, senza una dimora fissa, senza un letto in cui dormire per piu’ di una settimana…6 mesi e’ un periodo comunque lungo, ma non cosi’ lungo.
    2. In 6 mesi ci sono tanti posti che possiamo vedere, sud-America, Isole del pacifico, Cuba, S.Francisco, Giappone, forse anche pechino ed HK.
    3. Risparmio budget.

    Il piano B non sarebbe una sconfitta, a volte bisogna saper trovare dei compromessi nella vita, anche con se stessi, forse tutta la nostra inquietudine in questo periodo voleva proprio portarci a questo? A sfruttare il nostro anno sabbatico per fare quello che abbiamo sempre voluto fare? Ovvero viaggiare (tu in sudamerica) e lavorare all’estero (io in Australia). Dopodiche’ insieme decideremo cosa fare. Insieme. Le porte aperte allora saranno molte di piu’ di quelle che abbiamo adesso…e non avremo niente da perdere, ma solo da guadagnare. Qualsiasi decisione prenderemo.

    Ma mi chiedo, adesso perche’ pensare a quello che accadra’ tra un anno? ha veramente senso? Facciamolo, poi a seconda delle esperienze che avremo accumulato, a seconda di quello che ci sara’ capitato, a seconda dei nostri feeling sull’esperienza maturata decideremo. Perche’ precludersi tutto adesso?

    love u

    Mr Incredible

  2. meg scrive:

    Ragazzi, troppe riflessioni!
    Avete deciso di partire? Fatelo! Se a metà del viaggio vi stancate, fermatevi. Se avete ancora energia (e budget) continuate.

    So che dire tutto questo dall’esterno è molto più semplice che viverlo, ma avete avuto tanto coraggio solo a pensarlo, ancora di più per stare quasi per realizzarlo. Non ponetevi domande che ora non aiutano a vivere nel modo migliore i preparativi.

    vi abbraccio

  3. Elastic Girl scrive:

    :) hai ragione, ci stiamo angustiando i preparativi con tutte queste pippe mentali

    però siamo oblbigati a scegliere prima tra Piano A e B a causa del biglietto…se si parte per un anno si fa il RTW, che è più conveniente…se si parte per 6 mesi bisogna fare un altro biglietto che consenta di attraversare due volte il Pacifico…e ovviamente questa seconda tipologia di biglietto non è acquistabile online, maledetti!

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