Siamo dei mostri?

Ci sono dei momenti in cui dubito di essere pronta per il parenthood.

Come stamattina: dal tram ho intravisto una locandina del Melbourne Writer Festival, pigramente ho aperto il programma sul sito, e per poco svenivo quando e’ comparsa la faccia di Naomi Klein. Naomi Klein e’ in town, il 29 Agosto, a parlare del suo ultimo libro This changes everything, di climate change e capitalismo, e per partecipare al Festival of Dangerous Ideas. Il 29 Agosto il piccolo Legume avra’ si e no 2 settimane (considerando che , dopo averci fatto prendere diversi belli spaventi, ora sembra non intenzionato ad uscire da la’ dentro e rispettare la data prevista)…Nell’ordine: mi sono sentita eccitata dall’idea di andare, poi mi sono detta tristemente “non ci puoi andare, il bambino e’ troppo piccolo”, e poi “Perche’ no? due settimane non è COSI piccolo…”, poi mi sono sentita una mamma degenere, mi sono vergognata del mio pensiero, ho cercato di ragionare…e comunque nel giro di due minuti avevo sulla posta elettronica due biglietti per andare a sentirla. Mi sa che il Legume iniziera’ presto la sua carriera nel movimento che si batte per il Climate Change.

Capitemi: questa donna mi ha salvato l’anima, ai tempi dell’universita, e il suo ultimo libro ha aperto un nuovo mondo e modo di pensare a EffeMaschio.

Mentre seguivo le lezioni di Economia e Gestione delle Imprese, e il docente cantava sulla necessita’ di delocalizzare la produzione e i suoi meravigliosi vantaggi (senza mai un momento di riflessione su cosa volesse dire per la nostra, di economia, andare a produrre tutto nel Sud Est asiatico…), io leggevo in contemporanea No Logo, che mi raccontava l’altra faccia della delocalizzazione. Mi ha salvato il senso critico quel libro, mi ha fatto approcciare la facolta’ di economia senza prendere per oro colato quello che ci veniva propinato a lezione. Anzi, mi ha aiutata a vedere meglio quante stronzate venissero propinate a lezione, senza etica, senza porsi domande sul futuro, formando gente orientata solo al profitto ora e qui, fanculo il resto del mondo e le implicazioni future e le storture del sistema e la povertaà collaterale e la diseguaglianza. Aberrante.

Quando ho visto che sara’ a Melbourne non mi sono potuta trattenere, qui Down Under non capita spesso di avere personaggi cosi…insomma, siamo un pò fuori dal mondo per tante cose, diciamocelo con franchezza.

EffeMaschio si e’ illuminato di felicita’ pure lui quando gli ho mostrato i biglietti, perche’ l’ultimo libro gli ha spalancato un mondo, e quando l’ha finito per poco andava a imbarcarsi con Greenpeace per salvare le balene in Antartide. Certi giorni ho avuto paura che fuggisse la notte, di non ritrovarlo nel letto la mattina al risveglio.

Siamo due merde, lo so. SOno consapevole che sia un pessimo inizio della vita da genitori mettere al primo posto una nostra esigenza rispetto al piccolo piccolissimo mostricciatolo. Lo so che i primi tempi dovrem dedicarci anima e core a lui. Ma nella mia testa bacata continuo a ripetermi che l’amore per un figlio non si dimostri solo con la dediizone totale e totalizzante, o no? E soprattutto non smettendo di fare cose che ti piace fare….dovrebbe essere un pezzo in piu’ in un equilibrio collaudato, no? Una parte nuova della tua vita che non escluda quella precedente.
Certo, magari aspettare qualche settimana in più. Siamo due mostri, lo so. CHissaà se Tracy Hogg ci incasellerebbe nell’”Accidental parenting” o sarebbe felice di considerare questo appuntamento letterario ed attivista come la Y del metodo EASY. Chissà.

NB: questo post non aspira a diventare un luogo di discussione sul modo migliore di essere genitori, per il semplice motivo che la sottoscritta crede fermamente che non esista un modo migliore degli altri, ma è anzi una strenua difenditrice delle libertà individuali. Per queste discussioni esistono i blog delle odiosissime super’mamme :D L’obiettio del post è solo raccontarvi come stare per diventare mamma non significhi solamente stare in un brodo di giuggiole e morire dalla voglia di conoscere il piccolo Parassita (e di vedere le sue guance da pizziccare), ma anche preoccuparsi di mantenere la propria interezza mentale (quella fisica ci ha già pensato la gravidanza a minarla, ah le gioie della gravidanza!). Come sempre mi capita, mi sento in bilico tra due cose, e mi piace raccontarlo qui. Smack.

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EffeFemmina

Francesca V., 30 anni. Insieme a Francesco (la EffeMaschio) decide di mollare tutto e partire per un viaggio intorno al mondo...Ed è li che inizia l'avventura che raccontiamo in questo blog... ;)

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2 Responses

  1. Simonetta scrive:

    Benvenuta nel mondo delle “Mamas”!

    Una ninna ninna po su pippiu:

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