Il cielo e’ sempre piu’…

Una volta consegnato il libro all’editore ed in attesa della sua revisione, dopo essermi dedicata tre settimane ai miei genitori in visita australiana, eccomi qui, nel fatidico momento di ricerca di un lavoro. Un lavoro regolarmente retribuito. Fare la cameriera è stato divertente, ma lavorare in nero non lo è, quindi cerco di percorrere altre vie, regolari.

Scrivo curriculum e cover letter di ogni tipo, cerco annunci. È difficile scegliere che lavoro cercare, perchè non ho ne’ l’esperienza ne’ la formazione adatta per fare la maggior parte dei lavori che mi piacerebbero. Ad esempio, per fare la bibliotecaria serve giustamente un titolo di studio adeguato…anche per fare l’agente di viaggi serve un titolo di studio particolare. E nelle ONG non hanno bisogno di gente con un background da informatico, ma vogliono gente che abbia (giustamente) studiato relazioni internazionali, cooperazione, economia. Fare la scrittrice free-lance fa molto figo, ma non paga non dico l’affitto, ma nemmeno il latte.

Tempo fa mi sono iscritta speranzosa a diversi siti per scrittori free-lance, ma ho lasciato stare, l’ho trovato un meccanismo perverso e schifoso. Penso che per una persona sia mortificante scrivere un articolo di 30 parole ed essere pagati 10 centesimi a parola. 3 Euro ad articolo. Per fare pulizie si viene pagati 8 euro all’ora, e non c’è bisogno di mettere in gioco la propria creatività. Decisamente non ci siamo, non mi va di diventare parte del gioco al massacro…rinuncio alla carriera di free-lance.

Poi c’è la strada piu’ semplice, quella dell’IT: è quello in cui ho esperienza, ed è quella che ha salari da capogiro. Ma avverto un senso di vomito all’idea di tornare alla stessa scrivania, a fare le stesse cose, a vivere le stesse dinamiche. Ha il vantaggio di essere il modo per entrare più velocemente nel mercato del lavoro australiano, per me, mettendo fine al periodo di inattività che comincia a diventare difficile nascondere nel curriculum.

Ma mi sento male all’idea. Ancora peggio pensando di tornare a lavorare su SAP. Poi penso che potrei farlo per un periodo breve, un contract, che dovrei cercare qualcosa per perfezionare ulteriormente la lingua, per avere un’esperienza di lavoro australiana nel CV, e purtroppo quella di SAP è la strada in discesa. Ci sarà un maledetto lavoro nella Business Intelligence che non sia legato al maledetto software tedesco, cavolo! Non mi interessano i salari da capogiro, il capo di EffeMaschio mi guarda come si guarda una pazza quando gli dico che non mi interessa fare tanti soldi, che non voglio piu’ lavorare troppo, che non voglio piu’ lavorare con lo stress addosso e sotto la pelle. Ho paura di essere risucchiata nella ruota, inn realta’, ma non vedo alternative. So che andrei a fare qualcosa che so di non voler fare. Poi penso che magari qui è diverso, com’era diverso lavorare a Londra, qui non ci sono ex-carrozzoni statali come clienti, qui dovrebbe esserci una mentalità diversa.

Ma mi sembra di vanificare il senso del viaggio, cosi, mi sembra di essere fallita nel trovare la strada alternativa che cercavo per reinventarmi la mia vita quando ho mandato tutto affanculo nel BelPaese. Ma non capisco da dove si parta a reinventarsi la propria vita… forse il problema era solo reinventarsi la testa, ed arrivare alla certezza e al toccare con mano che il lavoro non è importante? Forse il traguardo e’ aver riordinato le proprie priorita’? Forse il traguardo e’ l’aver guadagnato la liberta’ di scegliere? Forse il traguardo e’ aver perso l’attrazione per i salari da capogiro, per le gerarchie sociali, ed essere interessata a vivere in “infradito” (metaforicamente, che a Melbourne fa freddo…)? Non lo so piu’, so solo che il gioco del reinventarsi è piu’ difficile di quello che sembri quando ci si filosofeggia su. Scrivere il libro di DoppiaEffe è stato bello, ma finito il libro stare a casa senza lavorare è terribile, non si possono passare le giornate ad aspettare che l’altro torni a casa…sono impazzita dopo 3 giorni.

Mi sento fottuttamente incastrata, so solo di aver bisogno di lavorare, di conoscere persone, di fare, di uscire di casa per fare qualcos’altro di diverso dall’andare in biblioteca. La metafora migliore che mi viene in mente e’ quella del surfista: si sbatte per arrivare a prendere l’onda, parte dalla riva e prende il vento e l’acqua in faccia, e deve essere forte per arrivare dove l’onda sara’ perfetta. Dopo tanta fatica arriva li, nel punto magico, e sta li ad aspettarla, fremendo…e quando arriva l’onda buona non riesce a prenderla, e cade, e torna a riva, e deva fare tutto da capo. Ecco, mi sento come il surfista che deve ricominciare perche’ non e’ stato capace di cavalcare l’onda buona. O come quello che non riesce a cavalcarne nemmeno una perche’ aspetta quella perfetta, che non arrivera’ mai.

Insomma, un po’ di solita tempesta dentro la capa, ma ci sono abituata, cerco di tenere il timone fermo, e di uscire verso dove c’è il sole. Sperando che l’azzurro non sia quello del logo SAP maledetto….

PS: per la mia Psicologa preferita Caterina: si, ti confermo che scrivere ha uno scopo catartico. Scrivo e mi alleggerisco :) E mi mette pure di buon umore, perchè ridacchio pregustando coloro che leggendo il post si concentreranno sul fatto che voglia fare la bibliotecaria o l’agente di viaggio, cosi come nei mesi scorsi hanno trovato che la notizia fondamentale fosse che facessi la cameriera….purtroppo i lettori non si possono scegliere, ma è divertente dar loro materiare per riempire vuote giornate ;) (BTW, per coloro che leggendo questo blog sono riusciti a trarre solo l’informazione che una laureata fa la cameriera, e si sono anche divertiti a reclamizzarlo, sappiate che di questo blog non avete capito una mazza. Nulla, zero. Se non ci tornate, nessuno sentirà la vostra mancanza)

Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca
chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori
chi legge la mano, chi regna sovrano
chi suda, chi lotta, chi mangia una volta
chi gli manca la casa, chi vive da solo
chi prende assai poco, chi gioca col fuoco
chi vive in Calabria, chi vive d’amore
chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta
chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro
na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
(R. Gaetano, ma il cielo e’ sempre piu’ blu)

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EffeFemmina

Francesca V., 30 anni. Insieme a Francesco (la EffeMaschio) decide di mollare tutto e partire per un viaggio intorno al mondo...Ed è li che inizia l'avventura che raccontiamo in questo blog... ;)

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7 Responses

  1. antonia scrive:

    Guarda se potessi ti assumerei io … ma non saprei dove :P
    forse sto peggio di te sotto il profilo “lavoro”
    ma perche’ invece non provi a specializzarti in qualcosa che ti piace? tipo nel campo dei viaggi?
    hai visto se ci sono corsi o cose del genere?
    o magari chiedere di fare esperienza gratis per un periodo
    provaci, tanto non hai nulla da perdere
    un abbraccio
    antonia

    • EffeFemmina scrive:

      Sai, ci ho pensato, ma qui la formazione costa troppo…e poi mi chiedo: ha senso spendere 10mila dollari per fare un corso da agente di viaggio, se quando tornero’ in europa non mi servira’ a nulla?? non so…continuo a ragionarci su….
      un abbraccio a te e a Mocci…. ahahah

  2. linda scrive:

    Ecco, sì! D’accordissimo con Antonia!Tentare un po’ di formazione finchè ne hai il tempo e la possibilità…te lo dice una mamma di due piccoli pargoli….che poi il tempo non c’è più, per…un bel po’ di tempo (bè, dipende da come intendi l’”accudimento”…). E comunque, tutte le tempeste (intellettive-emotive) portano poi la chiarezza del sole!!! E’ solo questione di tempo! Non ti manca niente per raggiungere quello che vuoi…perchè ce l’hai già dentro!!!
    Un abbraccione!!!
    Linda

    • EffeFemmina scrive:

      E’ vero, a volte bisogna solo aspettare che passi la tempesta, in mezzo alle nubi non si ragiona bene…. aspetto il sole ;)

  3. linda scrive:

    P.s. ma com’è che su un sito come il vostro compare una pubblicità che dice “ho imparato a far lavorare i soldi per me” ……….. ??? !!!!! AhHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ;) ;)

    • EffeFemmina scrive:

      ahahah! poiche’ la pubblicita’ Google e’ messa in base a quello che l’utente cerca su Google…che cavolo hai cercato Linda?? ahahah! un abbraccio carissima

  4. francesca scrive:

    Ciao Frà,

    non so se ti ricordi di me sono Francesca ci saimo conosciute a Cuba, io viaggiavo cn Riccardo…

    Che dire di starda ne avete fatta tu e Frà…e sicuramente quello che vi invidio di più è stato il coraggio di mollare il porto sicuro..e ci siete riusciti alla grande…il vostro è sicuramente l’esempio più bello di due persone che hanno saputo prendere in mano la propria vita rendendola decisamente migliore….al diavolo gli status e la convinzione che una laureata non possa fare la cameriera…a volte si può essere più felice facendo un lavoro un pò meno pagato e tornare a casa cn la gioia nel cuore piuttosto che trascorrere 20 gg ogni mese alzandoti la mattina già cn la voglia di rientrare nel letto…voglia che ti passa anche se la busta paga ha qualche zero in più….
    Continuate così….e chissà magari vi vengo a trovare presto :-)

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