Shake shake shake

Navimag, 2 Maggio, ore 21:00

Sembra di essere in mezzo a un terremoto che non vuole finire: da diverse ore orami, la nostra nave naviga in acque non proprio amiche…lasciati i fiordi del Sud del Cile, abbiamo attraversato il Golfo di Penas, e siamo pronti a entrare nel Pacifico.

Finora abbiamo ballato, ma in maniera buona, visto che il ballo consisteva solamente nell’andare su e giù. Ma ora viene il bello! Entrando nell’Oceano cambieremo direzione, e le onde e il vento sono pronti ad attaccare la nave al fianco…fino ad almeno le 5 di domattina, la nave continuerà la sua danza movimentata prima di reimboccare i tranquilli fiordi Patagonici…

L’eccessivo movimento ha quasi annullato la vita mondana a bordo: a cena mancava quasi la metà dei passeggeri, e ora nel pub siamo solo 12 persone…qualche camionista fa probabilmente compagnia a EffeMaschio che guarda un barbosissimo documentario intitolato “La marcia dei pinguini”. Da ieri non vediamo che documentari, e la sottoscritta, non essendone esattamente una fan, ha raggiunto la saturazione durante la proiezione della commovente storia di mamma orsa bianca e del raggiungimento della maturità e indipendenza del suo figliuolo nelle gelide acque dell’Artico…non hanno i diritti per trasmettere un film, dicono, solo documentari. Salvatemi!

Siamo saliti sulla nave il 30 sera: ti fanno imbarcare una notte prima perche’ la mattina si parte alle 6.
Si naviga per 3 giorni prevalentemente nei fiordi, tranne una decina d’ore di fuoco in cui si affronta il mare aperto. La nave e’ molto confortevole, al di la’ di ogni aspettativa. Essendo una nave cargo che trasporta anche passeggeri, ci aspettavamo qualcosa più’ rustico (stile il film Radio Rock ,per intenderci). Invece abbiamo coperte in abbondanza, un pub, e cibo abbondante per colazione, pranzo e cena…non mangiavamo cosi tanto dalle feste di Natale :) EffeMaschio continua ossessivamente a mangiare, più dei camionisti del tavolo di fronte, dice che deve accumulare il più possibile in vista di giorni di magra, credo che viaggiare nel sud est asiatico mangiando cibo di strada lo abbia segnato per sempre

Il dormitorio e’ super comodo, e abbiamo avuto la fortuna di beccare gli ultimi letti della fila, separati da tutti gli altri…una specie di doppia, fantastico! Unico inconveniente e’ che siamo un po’ troppo vicini a dei camion carichi di vacche che hanno deciso di muggire in coro per tutta la notte
Immaginavamo una strana popolazione a bordo, fatta di camionisti puzzolenti che scorreggiano e ruttano…invece i camionisti sono super educati, e passano le ore al pc, mentre a ubriacarsi come spugne ci pensa il solito gruppo di inglesi…era fantastico sentire il tintinnare delle bottiglie d’alcool nei loro zaini! Ah, i giovani :P
DoppiaEffe si e’ portata dietro della birra, ma stiamo pensando di venderla a qualche centinaio di pesos in meno rispetto al bar, siamo sicuri di piazzarla bene :)
Dicevo la popolazione della barca: e’ veramente mista, e non c’e’ proprio nessuno di ordinario. Chi viaggia per una vacanza breve non ha probabilmente il tempo per stare 4giorni su una nave,quando in bus o aereo puo’ fare lo stesso tragitto in meno della meta’ del tempo. Cosi la fauna che incontriamo e’ bizzarra: dalla coppia 50enne per bene e senza figli che viaggia attorno al mondo per un anno con lo zaino sulle spalle, alla ragazza portena che ha lavorato in Patagonia per la temporada alta, e non ha alcuna fretta di tornare a casa, alla coppia 30enne australiana che e’ in viaggio per un anno e mezzo, con l’obiettivo di arrivare in Canada per lavorare. E poi le storie ancora più’ eccezionali, di fronte alle quali ci sentiamo veramente delle persone ordinarie che non fanno niente di speciale. Peter, l’olandese camminatore, il cui piano e’ arrivare a piedi da Ushuaia alla Colombia…dice che per ora ha preso i bus, perche’ faceva troppo freddo per camminare dormendo dove capita in una tenda, in Patagonia…ma confidiamo che si rimetta presto su strada, col suo carretto giallo fosforescente. E poi Marco, avvocato italiano di 30anni, che ha mollato uno studio di Milano per arrivare in Australia…in scooter! Insieme a un amico hanno attraversato Turchia,Iran, Pakistan, India e Australia, su due ruote…e ora, da un anno e mezzo su strada, prosegue da solo, rientrando a casa dalla strada più’ lunga. E’ un piacere chiacchierare con lui, e ritrovarsi su tante considerazioni sul mondo, sul viaggio e sulla nostra povera Italia. E’ una fonte di ispirazione, perche’ sappiamo che c’e’ un gradino ancora più’ alto nell’essere viaggiatori zingari, e aspiriamo a questa ascesa.
Tra una chiacchiera e l’altra i fiordi patagonici ci scorrono accanto: quando la nebbia e’ cosi gentile da sollevarsi, il paesaggio attorno e’ davvero bello: acqua, roccia e verde, natura all’ennesima potenza. L’unica presenza umana e’ un paesino di 300 anime, collegato al resto del mondo solo dal mare, si chiama Puerto Eden. Quando si dice vivere in culo al mondo…
Stamattina abbiamo avuto pure il sole, per una manciata di minuti…ora piove di nuovo, e infuria il vento.
Per ora niente balene, ormai si sono spostate quasi tutte verso Nord, ma non disperiamo, domani passeremo in un punto in cui sono state avvistate una settimana fa. Cribbio, e’ dalla Nuova Zelanda che aspettiamo le balene, qui sarebbero gratis, sarebbe veramente la ciliegina sulla torta del viaggio. Aria rilassata insomma su questa nave, doppiaeffe ne approfitta per riposarsi un po e cercare di pianificare da quale confine entrare in Bolivia e cosa vedere, almeno a grandi linee visto che ultimamente si e’ lasciata andare all’avventura più completa muovendosi senza piani e seguendo solo il flusso di notizie che giunge da altri viaggiatori.

Le bottiglie di birra cominciano a scivolare sul bancone del bar….siamo pronti a svoltare l’angolo, siamo nel Pacifico signori. Let’s shake!

 

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