Vagabondando per Luang Prabang

28 Gennaio, h 15:30
Il proposito iniziale di stare a Luang Prabang per 3 giorni e’ vacillato quasi subito…pare che questa citta’ eserciti un certo fascino sui viaggiatori,evidentemente ne siamo vittime anche noi. Abbiamo visitato i templi,visto le cascate, le grotte con i 5000 Buddha,abbiamo scalato la colllina per vedere il tramonto…e visto che oggi facciamo un mese di viaggio,decidiamo di fare “vacanza” e stare un altro giorno qui, senza niente di particolare da fare…e’ bello!
La mia giornata relax comincia alle 5:45 con l’alzataccia per vedere la questua dei monaci…EffeMaschio preferisce stare a letto,borbotta qualcosa mentre esco dalla stanza che suona tipo “Fai tante foto”,poi risviene sul cuscino. L’evento mi lascia 1 amaro in bocca…nella mia testa romantica immaginavo la strada semi deserta e silenziosa, con i monaci e pochi altri turisti come me a curiosare. Non avevo considerato l’invasione di tailandesi, portati a frotte con i minivan,e scaricati davanti alle loro ciotole piene di riso glutinato e cibi vari, preparate per loro all’alba da qualche povero cristo laotiano. Nessuna atmosfera romantica, io e la ragazza svedese accanto a me non sappiamo se essere disgustate o incredule…c’e’ pure il baretto con le luci di natale acceso! Il cibo in sovrabbondanza passa dalle ciotole dei monaci alle ceste dei bambini che fanno l’elemosina, quando non hanno le ceste mettono tutto in delle buste di plastica. Torno in albergo triste e delusa, i bimbi che elemosinano mi mettono di malumore, cosi come le orde di turisti rumorosi e cafoni, che con i loro flash e risate hanno tolto poesia a un rito antico e semplice.

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Dopo una rilassante e lenta colazione sul fiume,piena di considerazioni filosofiche sul mondo, abbandono l’EffeMaschio sulla sedia a dondolo di fronte al fiume, e me ne vado a zonzo da sola,devo riscattarmi dalla delusione della processione dell’alba…costeggio il Nam Khan,voglio vedere il punto in cui questo fiume trasformato in piccolo ruscello (e’ la stagione secca) si butta nel grande Mekong. Un piccolo percorso porta a uno sgangherato ponte di bamboo,dall’altra parte pare ci sia un villaggio…non mi interessa il villaggio,so che sara’ 1accozzaglia di bancarelle che vendono le stesse sciarpe,probabilmente fatte in Cina o Thailandia,altro che artigianato locale!cosi torno sui miei passi, e incontro il monaco ragazzo che avevo visto poco prima. E’ un po’ buffo, continua a sistemarsi l’abito arancione,si guarda attorno,gli amici sono andati via,dall’altra parte del fiume, e lui e’ restato li solo. “Sauadi”,lo saluto con un sorriso,”Sauadi”,mi risponde lui…e aggiunge un “Hello”. Gli chiedo che fa li da solo, e mi risponde che aspetta per parlare in inglese. Ma come,siamo andati nei templi a cercarli i monaci,per chiacchierarci,e ora lo trovo qui,su una stradina di terra battuta, col Mekong di fronte?? Fantastico! Chiacchieriamo un po’, racconta un po’ della sua vita, della famiglia lontana, del fratello che fa il monaco a Bangkok…e’ un novizio,ha 17 anni, ha la faccia da bimbo, la vivacita’ negli occhi…forse e’ uno dei tanti che si avvicina alla vita monastica per poter studiare gratis? Dice di voler fare il monaco da grande,che la mamma non vuole,e il papa’ e’ morto. Ci auguriamo buona fortuna a vicenda, torno sulla strada principale per raggiungere la spiaggetta di sabbia tra i due fiumi.

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Appena mi siedo su una roccia e metto il piede in acqua sono circondata da 4 bambine che cominciano a parlare in modo amichevole…tempo 2 minuti e scopro la trappola: ognuna di loro ha la sua piccola scatola piena di bracciali, vogliono solo vendermi qualcosa! Qui sono di fronte al grande dilemma che ci siamo posti in questi giorni: e’ giusto comprare dai bambini? I bambini dovrebbero stare a scuola o a giocare, non per strada a elemosinare 10mila keep dai turisti! Una ragazza americana che lavora a Luang Prabang con una ONG ci dice che ha deciso di comprare da loro solo fuori dagli orari scolastici e nei weekend: io non sono convinta pero’ da questa teoria. Mi rendo conto che ovunque ci sono pochi soldi, i bambini contribuiscono all’economia familiare. Insomma,senza andare tanto lontano,mio padre e mio zio portavano gli animali in campagna dopo la scuola! Si aveva quello e tutti si doveva aiutare per campare. Quindi quei 10mila keep possono essere un buon extra in famiglia. Non e’ elemosina,perche’ ti danno qualcosa in cambio. Quindi sono confusa sul da farsi…alla fine cedo e compro 3 braccialetti,non ho abbastanza soldi in cambio per comprarne uno da ognuna.Ma  mi pento subito:prima di dare i soldi dico loro di dividerli,”You share”,e loro “Si si si”. Richiedo conferma…e appena sgancio l’ultimo biglietto comincia la cantilena “Da me non hai comprato!”. Morale?i 3bracciali erano di una,che si e’ tenuta tutti i soldi,e col cavolo dividerli con le altre! Ecco perche cambio idea e decido che comprero’ solo quaderni e libri da questo momento in poi(come abbiamo fatto ieri): vedere queste bambine mangiate dalla voglia di vendere, che si fregano l’una con l’altra,che non sanno + cos’e’ il senso di comunita’…come saranno tra 10anni??? Cosa restera’ di buono in loro?
Continuo la mia passeggiata perplessa, una bella mostra fotografica sulla storia di un grrppo di monaci fa scordare le bambine aguzzine; in un tempio la mia attenzione e’ attirata da una ragazza “bianca” che spiega dei disegni a un ragazzo laotiano. Mi avvicino a curiosare: sono una coppia di americani, più’ o meno nostri coetanei, in viaggio da 9mesi per l’Asia. Lei e’ un’artista, ha un bel blocco su cui disegna quello che vede…che meraviglia! Mi da il suo blog, le do il nostro…non sapendo che mi sarei vergognata appena aperta la loro home page…e’ FANTASTICO!! Siamo affascinati dai suoi disegni e dai fumetti, poco dopo con la EffeMaschio li rincontriamo e ci facciamo 1altra bella chiacchierata, e ci aprono una finestra sul mondo del lavorare come freelance,viaggiando. Ma perche’ non faccio la programmatrice, cazzo?tutte ste stronzate sul project management non danno da mangiare come free lance!!!

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Mentre torno a recuperare Effe Maschio, certa di trovarlo abbrustolito al sole, conosco una ragazza vietnamita di Hanoi,facciamo la strada insieme…
Che bella mattinata! C’e’ bisogno ogni tanto di ritagliarci i nostri spazi, e stare un po’ da soli,ognuno a fare quello che gli pare. Mi piace girare da sola,e’ più’ semplice scambiare un sorriso e da questo far scaturire una chiacchiera…quante persone incontrate nel giro di poche ore!

Giusto una nota sulla questione libri: c’e’ un’associazione che si occupa di alfabetizzazione minorile: tu compri un libro o un quaderno, e loro li portano nei villaggi o nelle scuole. Ci e’ sembrato un bel modo di lasciare dei soldi qui. Qui i riferimenti: il progetto puo’ essere supportato anche a distanza, tipo con l’acquisto di libri per il proprio compleanno. Hanno pure delle lezioni di conversation in inglese, anche se ci chiediamo: a furia di leggere e studiare in inglese, dimenticheranno la lingua madre? Chissa’ cosa e’ meglio per loro…purtroppo ce lo potra’ dire solo il tempo, e potrebbe essere irreversibile tornare indietro.

Altra nota: la citta’ e ‘ piena di cartelli in cui si invitano i turisti a rispettare la tradizione della questua mattuttina dei monaci, standone lontani ed evitando di comprare cibo da offrire,se non motivati dalla fede. E poi seguono altri consigli sul decoro e comportamento da tenere in pubblico: a volte basta davvero poco per non offendere l’altro!

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EffeFemmina

Francesca V., 30 anni. Insieme a Francesco (la EffeMaschio) decide di mollare tutto e partire per un viaggio intorno al mondo...Ed è li che inizia l'avventura che raccontiamo in questo blog... ;)

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7 Responses

  1. Mela scrive:

    e il link al blog dell’artista? ;)

  2. Mela scrive:

    ops..visto ora, dannata fretta! ma che ne sapete voi ormai… ;)
    sorry :-)

  3. Clarudda scrive:

    Che esperienza ragazzi!!!!!!!!!!!!!!!!!! troppo bello
    ciau

  4. TuttoLaos scrive:

    Complimenti bel racconto! Ti va di condividerlo anche su TuttoLaos il blog italiano dedicato al Laos? se si scrivimi da qui http://www.tuttolaos.com/contatto/ grazie e ciao

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