Ritorno all’università

Ieri sono andata a fare una passeggiata nel campus della University of Melbourne. Io amo le universita’, sono cresciuta in un mondo all’antica e penso che siano dei bellissimi luoghi di formazione di esseri umani, piu’ che di professionisti. Per questomi piace gironzolare per i campus: guardare gli studenti, vedere come si vestono, che fanno, capire come funziona, cercare di respirare un po’ quel tipo di vita. E per questo trovo umanamente riduttivo e triste studiare online, di fronte a un computer e dei forum, privandosi della conoscenza e calore che altri esseri umani possono darti…

Forse amo cosi tanto le universita’ perche’ e’ stato un meraviglioso periodo della mia vita, sia i 3 anni a Cagliari che i 2 anni a Pisa, che la parentesi Erasmus a Strasburgo. Quel periodo in cui tutto sembra possibile, in cui conosci gli amici che resteranno per sempre, a volte fatto di giornate oziose e altre volte di settimane di studio no-stop, in cui la priorita’ certi giorni e’ trovare il rum giusto per una festa, e il tonno piu’ economico al supermercato (i piani budget mi fanno una pippa dopo aver vissuto come studente fuorisede attenta a ogni centesimo),

Cosi ogni tanto, quando posso, vado a ficcare il naso. L’ho fatto a Pechino, per esempio, e penso di aver visto li le ultime biciclette restate nel paese. In genere riesco a confondermi tra la folla, ma non ieri, perche’ col mio 8-mesenne nel passeggino era chiaro che io fossi l’intrusa, in quel mondo. Ed era anche chiaro dalle facce, che ormai le rughette attorno agli occhi del post-nano mi tradiscono.
Una delle prime cose che ho fatto e’ stato comprare un caffe’. E quanti ricordi mi sono venuti in mente! il campus e’ pieno di cafe carinissimi, in ogni angolo, e non hanno nulla a che vedere con i caffe’ dei miei ricordi.

Quelli schifosi delle macchinette a 80 centesimi e forse anche meno, che ogni scusa era buona per fare una pausa in aula studio. Ma soprattutto i caffe’ eterni del dopo pranzo, quello homemade nella moka a casa di qualcuno che poi diventavano anche tea delle 5!! oppure la domenica pomeriggio in un caffe’ del centro, a fare i vip nei tavolini all’aperto. Che meraviglia! Quante chiacchiere e quante risate, quante finte tragedie, quanti problemi che non erano problemi, quanta spensieratezza e meravigliosa leggerezza.

Dopo il mio caffe’, ho cominciato a camminare per il campus. Avevo dietro una mappa per un self-tour scaricata dal sito dell-universita’, quando si dice organizzazione. Volendo avrei pure potuto ascoltare i podcast descrittivi scaricabili online, ogni edificio aveva davanti unc artello col numero del podcast collegato. Una cosa seria.

Tutto era ordinato, preciso, pieno di verde, lento, rilassato. Un bellissimo mix di edifici vecchi e architetture modernissime, con la nuova facolta’ d’arte in costruzione, sprazzi di erba verde e studenti seduti al sole ovunque. Un mondo diverso da quello dei nostri atenei vetusti. Pero’ sapete una cosa? ho pensato che i nostri atenei, per quanto incasinati, sono vieni di vita. Sono anarchici, vivi. Nei campus anglosassoni dove tutto e’ perfetto sembra di essere in un residence privato: la macchina organizzativa e’ perfetta, gli studenti devono solo studiare, i loro spazi liberi sono delimitati e pianificati (anche se il concerto della band rock alle 2 del pomeriggio era una figata!). E un po’ mi fa strano vedere che nella Union House, l’edificio studentesco epr eccellenza, ci siano le banche, un negozio Vodafone, un parrucchiere, un-agenzia di viaggi di una nota catena. I brand dentro il luogo sacro del sapere…ecco, sono troppo antica perche’ mi piaccia. E’ un’altra dimensione, questa, completamente diversa da quella che ho conosciuto io.

A onor di cronaca, c’erano anche le tende accampate nel giardino, di un movimento che combatte per chiedere all’universita’ di disinvestire dai combustibili fossili (qualche info)…E anche qui, quanti ricordi. Le notti ad attacchinare, le riunioni fiume pre elettorali, i turni a presidiare la Marzotto epr evitare che ci staccassero i cartelloni. I ciellini, avevo dimenticato quei gran stronzi dei ciellini(se siete ciellini e leggete questo blog…be’, mi spiace per voi). Mi e’ preso un colpo a trovarli anche qui!!! Speravo che prima o poi si estinguessero, invece nada, sono internazionali, e io mi estinguero- siocuramente prima di loro.

Girando per il campus, ammirando l-ordine e la serenita- del posto, pensavo a quanti soldi costi studiare quaggiu’. Era evidente una percentuale altissima di studenti asiatici, i figli delle elite che possono permettersi di venire quaggiu’ a studiare, con costi esorbitanti. E ho pensato a quanto sia meraviglioso che in Italia si possa studiare con poco. Perche’ non credeteci alla bufala che l’universita’ in Australia sia gratis: no, lo Stato da un prestito, che viene restituito quando si inizia a lavorare. E non sono bruscolini, parliamo di 30/40 mila dollari. Yes, avete capito bene. L’istruzione e’ un business da queste parti, come l’emigrazione, non si fanno sconti a nessuno.

Anni fa l’universita’ divenne gratuita, ma non duro’ tanto (il premier Whitlam, democraticamente eletto, venne deposto dal GOvernatore Generale, in quello che e’ considerato un colpo di stato…)…ed e’ ironico che proprio la classe politica che ha studiato gratis sia quella che ha poi introdotto il sistema a pagamento, e sia quella che oggi propone di liberalizzare il sistema…si aprla di titoli di studio che arriveranno ai 100 mila dolalri…vi sembra sensato? iniziare la propria vita lavorativa con un debito cosi enorme? nella spirale del debito da subito…anche se i tassi d’interesse sono bassi, anche se si restituisce solo quando si inizia a guadagnare oltre una certa soglia…quanto e’ immorale che studiare costi cosi tanto?

A parte i miei discorsi socialisti che non cambieranno il mondo, e’ stato comunque bello passeggiare per il campus e osservare le facce di gente di decine di nazionalita’ diverse, vedere le facce di chi sosteneva un esame in un’aula magna, osservare gli studenti di architettura al lavoro nei laborativi creativi, perdersi nei giardini del dipartimento di botanica,osservare la vita nella Union House, spiare dentro la piscina al coperto…e respirare un po’ di spensieratezza e infinite possibilita’, di nuovo.

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EffeFemmina

Francesca V., 30 anni. Insieme a Francesco (la EffeMaschio) decide di mollare tutto e partire per un viaggio intorno al mondo...Ed è li che inizia l'avventura che raccontiamo in questo blog... ;)

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