Vicino alle stelle

La nuova partenza e’ un nuovo inizio, e pone una domanda importante: che inizio vogliamo?

Seduti al tavolo di un caffe’ di una cittadina alternativa di campagna, rifugio di artisti, di hippies e di corporate-refugees, pensiamo a quale puo’ essere il nuovo inizio.

EffeFemmina scrive sul retro di una mappa delle sorgenti della zona la frase appena pronunciata da EffeMaschio, e comincia a buttare su carta i pensieri, che sono poi quelli che state leggendo

“Che possiamo fare noi di buono per il mondo?”

Perche’, diciamocelo, ci siamo lasciati alle spalle una vita romana, una vita nelle corporation, abbiamo viaggiato, abbiamo respirato liberta’ a pieni polmoni, ma poi abbiamo ricominciato una nuova vita tenendo fisse delle variabili che ci siamo portati dietro dalla vita precedente.

Certo, viviamo nel posto quasi piu’ lontano da casa, Melbourne non e’ Roma, non abbiamo una macchina ma due biciclette, cerchiamo di mangiare cibo biologico, abbiamo ridotto la nostra impronta ecologica sull’ambiente. Ma continuiamo a vivere in una citta’, a lavorare nell’IT, ad essere legati a un modello economico dominante. Ora che siamo spiritualmente pronti a levare di nuovo le tende, e’ il momento del vero coraggio, del decidere che fare: lasciare casa e partire e’ per molti coraggio, ma quando lo stai per fare la seconda volta sai dentro di te che il vero coraggio e’ trovare e inventarsi una vita alternativa. Che abbiamo cominciato a costruirci, a pensare, ma che ora e’ il momento di concretizzare.

Nessun incontro avviene per caso, nella vita. E sembra che questo weekend sia stato mandato dagli dei dell’Olimpo per metterci di fronte a cosa vogliamo fare.

Abbiamo affittato il nostro appartamento su Airbnb per tutto il weekend, e cosi’ abbiamo cercato un posto dove passare il nostro fine settimana. Esuli da casa nostra, abbiamo deciso per Daylesford, nelle campagne dellos tato del Victoria. Quando ci siamo lasciati alle spalle Melbourne, di nuovo insieme dopo una settimana lontani, pensavamo solo a un weekend di relax, non avevamo assolutamente idea che ci aspettasse un weekend di riflessioni.

Poi ci siamo ritrovati nella stanza prenotata su Airbnb, in mezzo ai campi, a parlare con Aeleen , la proprietaria di casa, una corporate refugee. E le sue parole sono le nostre, e le nostre sono le sue, e sappiamo entrambi di aver scelto di fuggire dai “successful jobs“, quei lavori da esibire su business card , da esibire a cena con gli amici, quei lavori che definiscono la casella sociale in cui ci collochiamo. Aeleen lavorava come HR in grandi corporation. 11 anni fa con il suo ex-marito hanno deciso di spostarsi in campagna, hanno comprato la terra, costruito da soli una meravigliosa casa di mattoni crudi e legno, semplice, per niente lussuosa, pensata in modo da essere esposta continuamente a Nord per essere sempre piena di luce. E lo e’, piena di luce, una luce calda, gioiosa, che ti scalda il cuore. C’e’ un’aria positiva, a positive mood, come direbbero qui. Aeleen ora fa massaggi, e ha iniziato a produrre prodotti di bellezza. Li fa a casa, ha preso la certificazione biologica, il compagno vive negli USA e al momento fanno i pendolari dei cieli. Si vede che e’ una donna forte, determinata, che ha una vita di scelte alle spalle. Ma e’ calda, e’ forte, e’ umana, non deve dimostrarti di essere forte, di essere in gamba, lo vedi da come si muove che e’ una persona straordinaria, da come ti mette a tuo agio a casa sua.

Mentre passeggiavamo in una galleria d’arte ricavata in un ex-convento ci siamo fermati a leggere la biografia di uno degli artisti , per scoprire che al momento lavora nella sua fattoria dove produce uova da galline allevate a terra. E  l’artista ci si e’ avvicinata, ha cominciato a parlare di cambiare il mondo con piccole azioni, di seguire se’ stessi. Ha parlato della sua arte, e lo faceva quasi con veemenza, le sue parole sono passione pura, forti come i colori delle sue tele, quelle donne arancio e rosse rubate a posti diversi nel mondo. E abbiamo parlato di viaggi, di cambiare il mondo, di Monsanto e della follia che qualcuno possa avere il brevetto delle colture, di agricoltura sostenibile, di vite sostenibili, di scelte. E quando le abbiamo detto che piacerebbe anche a noi scapapre dalla citta’, fare altro, lei ci ha guardato e ci ha detto “Se vi serve una mano, chiamatemi”. Cosi, a due perfetti sconosciuti che era chiaro che non potessero comprare nessuno dei suoi dipinti, belli e costosi.

Ed EffeFemmina oggi ha pensato, per la prima volta in tanti tantissimi anni, che varrebbe la pena avere dei soldi…non per comprare una villa, non per viaggiare alle Meldive, non epr comprare una Porsche…ma per circondarsi di oggetti d’arte, per poter comprare in una galleria d’arte luminosa uno dei pezzi che ti ha colpito, per contribuire a tenere vivo quel mondo.

Nessun incontro avviene per caso, mormoriamo entrambi, non so se in trance o in piena consapevolezza. In un anno e mezzo le persone piu’ interessanti che abbiamo incontrato sono persone che hanno deciso di vivere in un modo diverso. Nessuno di noi due e’ rimasto affascinato da ostentatori di ricchezza, da manager d’azienda, da CIO stressati. Fuck le loro case da un milione di dollari, abbiamo scelto una strada diversa gia’ due anni fa, questo e’ un punto su cui non si torna indietro.

Il cielo stellato di ieri notte era di una bellezza struggente, le stelle sembravano a portata di mano, la Via Lattea si sfiorava con la punta delle dita. Oggi invece, in città, sono di nuovo lontane.

Ma noi vogliamo vivere vicino alle stelle.

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EffeFemmina

Francesca V., 30 anni. Insieme a Francesco (la EffeMaschio) decide di mollare tutto e partire per un viaggio intorno al mondo...Ed è li che inizia l'avventura che raccontiamo in questo blog... ;)

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