Facce intelligenti

Avete scritto un libro.

Avete pensato alla copertina, deciso che idea trasmettere tramite questa.

E ora dovete scrivere due piccole biografie per il retro copertina, e trovare due immagini con delle facce presentabili e decenti.

E di colpo il panico.

Che cosa scrivere nella propria biografia? E dove trovare non due foto carine, ma due foto con facce presentabili? Cioe’, impossibile….

Immaginate una persona che in libreria prende il libro in mano, vede la meravigliosa copertina (si, e’ meravigliosa, perdonate questo slancio di amore), volta il libro e si aspetta che il resto sia all’altezza. Dietro deve trovare due storie accattivanti, i due matti da sognare devono essere interessanti, avere delle facce simpatiche, dire qualcosa di loro che non sia scontato.

Francesca, 31 anni, consulente informatico.

Minchia, io rimetterei il libro sullo scaffale al volo: che palle un libro scritto da un consulente informatico!

No, non va bene. Devo scrivere qualcosa che sia simpatico, ma non troppo celebrativo, che faccia intuire qualcosa su di noi, ma senza dirlo esplicitamente: della serie non scrivere ‘le piace cucinare mangiare ballare il tango“.

Proviamo:

Francesco, l’angoscia di avere quasi 33 anni. Nasce a Bari, passa tutti gli anni giovanili e adolescenziali su una canoa, fa sport a livello agonistico ed e’ piu’ volte Campione d’Italia (?). Nella vita ha cambiato lavori ogni volta che Saturno non stava piu’ in allineamento con Giove, con conseguenti infarti per il resto della famiglia.  Dice di essere nato artista: sostiene di averl dipinto un’esatta riproduzione della GIoconda a otto anni, che il padre ha pero’ fatto sparire per evitare che gli venissero in testa strani grilli da artista, el’ha spedito a fare la Ragioneria. Incappato nell’informatica dopo essere scampatoprima al confinamento in un sottomarino poi a una filiale di banca di Padre Pio, ora vive nella terra dei suoi sogni, l’Australia. Pedala ogni giorno per arrivare a lavoro, attraversa un parco, e ha messo da parte la sua proverbiale avarizia per diventare un fan del cibo biologico. Sta cercando di ritrovare la sua vena artistica persa in anni di studio di informatica e ragioneria, e ha appena cominciato a dipingere. Confida di esporre al Guggheneim in qualche anno. Adora viaggiare, dategli uno zaino in spalla e un paio di sandali e vi sollevera’ il mondo.

Gia’ potrebbe andare meglio.

Francesca e’ movimento. La testa che non si ferma mai: le fa un baffo il concetto di pensiero laterale, perche’ ne ha almeno 2 o 3 di pensieri laterali in ongi istante. Ha provato a fare meditazione per calmarsi, ma la musica soffusa e la lucina da guardare le stimolavano la creativita’, invece di acquietare i pensieri. Il suo cervello e’ come lei, anarchico, non vuole che nessuno gli dica cosa deve fare. Solo lo yoga riesce a stenderla e a zittirla. Voleva fare la giornalista da grande, ma per strani casi del destino e’ finita a studiare Informatica, cercando di correggere il tiro buttandosi su una specializzazione in economia. Ha trovato lavoro subito, grazie a questo, ma nella sua testa si vede come inviata in posti lontani. E’ nata in un paese di mille anime tra le montagne sarde, luogo incantato di cascate, boschi e fate, e ha studiato a Cagliari, un Erasmus a Strasburgo, e poi a Pisa,  fino all’arrivo alla Capitale qualche anno fa, e ora vive a testa in giu’ a Melbourne. Non sa piu’ dove sia casa, ne’ se si debba avere una casa fisica…la sua casa spirituale sono le persone care sparse ovunque, quindi si e’ convinta che la sua casa sia il mondo. Adora leggere, da quando ha letto Piccole Donne non ha mai smesso di avere un libro accanto, seppur con periodi di alti e bassi. La vita da viaggiatrice l’ha portata sulla strada dei libri elettronici, ma rimpiange l’odore della carta e la possibilita’ di fare le pieghe alle pagine che le piaciono di piu’, cosciente che sia un peccato mortale. Adora rileggere, altra cosa considerata peccato mortale anch’essa fino a quando Pennac non l’ha sdoganata….non gliene sara’ mai abbastanza grata. Adora viaggiare, datele il nome di un luogo e vi creera’ un itinerario. Non ha la piu’ pallida idea di dove sara’ o cosa fara’ tra 10 anni, e non gliene frega nemmeno nulla, quindi non chiedeteglielo.

Troppo lunga, da tagliare.

Ora pero’ mi sa che vado a lavoro, che sono le 8:40 del mattino e io sono ancora a casa di fronte al PC a cazzeggiare…oooooops!

PS: le immagini sotto sono a proposito di foto con facce intelligenti :D

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commento

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3 Responses

  1. sonia scrive:

    Ok, non saprai dove sarai tra dieci anni, ma ti garantisco che sarai ancora così:

    La testa che non si ferma mai: le fa un baffo il concetto di pensiero laterale, perche’ ne ha almeno 2 o 3 di pensieri laterali in ogni istante. Ha provato a fare meditazione per calmarsi, ma la musica soffusa e la lucina da guardare le stimolavano la creativita’, invece di acquietare i pensieri. Il suo cervello e’ come lei, anarchico, non vuole che nessuno gli dica cosa deve fare. Solo lo yoga riesce a stenderla e a zittirla.

    Quindi impara a convivere con i pensieri laterali, anzi affinerai la tua dote e riuscirai a gestirne anche 5/6 in contemporanea………………non so se finiremo al manicomio prima o poi, ma io non sono ancora cambiata! :D

    • EffeFemmina scrive:

      Sonia non so se essere contenta o terrorizzata dal tuo messaggio…5/6??? ti dovrebbero studiare alla Microsoft ;)

      Vediamo l’aspetto positivo della cosa: l’allenamento celebrale dovrebbe tenere l’Alzheimer lontano ;)

      ti abbraccio

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