Ablando de Cuba

Si puo’ visitare Cuba in molti modi.

Lo si puo’ fare guardandola dalle finestre dell’Hotel Nacional o dell’Havana Libre, o dall’interno degli show: vedrete la Cuba bella, tropicale, la musica, le palme, il mare…vi sembrera’ un mondo in cui sono tutti felici e belli e passano la loro vita a cantare e ballare. Potete guardarla con gli occhi del romanticismo da comunisti europei, e vedrete la poesia della salute di alto livello per tutti, dell’educazione pubblica gratuita, la bellezza delle razioni di cibo che consentono a tutti di mangiare e a nessuno di morire di fame. Potete guardarla con gli occhi degli anticomunisti, e allora vedrete la miseria degli edifici, il razzismo della doppia moneta, la miseria dei salari governativi. Con qualsiasi occhi la guardiate, state sbagliando, perche’ bisogna cercare di mettere da parte ogni categoria mentale europea, per approcciarsi a questo mondo senza pregiudizi. Senza il pregiudizio della rivoluzione, per poter vederne il fallimento. E senza il pregiudizio capitalista, per poter apprezzare il buono della rivoluzione.

E parlo da inguaribile romantica europea di sinistra, una che finalmente riesce a mettere piede su questo suolo, agognato da anni. Abbiamo il mito della rivoluzione, perche’ noi non siamo riusciti a farla, anche se l’abbiamo sognata mille volte. E quella Cubaubana, con la figura di Fidel, non e’ stata una rivoluzione qualsiasi: Cuba da 54 anni tiene fronte a un nemico non qualsiasi, che dista solo 90 miglia. E nel frattempo ha saputo portare il tasso di alfabetizzazione a un livello da paese europeo, ha garantito l’accesso alla salute a tutti, ha un’aspettativa di vita tra le più’ alte del continente. Successi innegabilCubae questo e’ il cliche’ di sinistra e dei turisti di sinistra che vengono a Cuba. Ma noi la rivoluzione la volevamo fare anche per essere liberi, o sbaglio? E allora perche’ amiamo tanto questa rivoluzione, che non ha reso il popolo cubano libero, ma gli ha solo cambiato padrone? Mi fa infuriare come noi gente di sinistra ci siamo coperti per anni gli occhi di fronte a questo, nascondendoci dietro il romanticismo della Rivoluzione. Quando la liberta’ e’ quella altrui, ci vanno bene anche le rivoluzioni assolutiste, dietro il dito della sanita’ ed educazione gratuita. Perdonatemi il paragone, ma questo un po’ fa pensare a quelli che dicono che Mussolini e’ stato uno statista perche’ ha bonificato l’agro pontino. O come i cileni che rimpiangono Pinochet perche’ l’economia del paese era forte a quel tempo. L’olio di ricino, gli esili, i morti, i torturati, l’annullamento dei partiti politici in nome di una verità, una Guerra Mondiale e un Palazzo Presidenziale bombardato nel centro di Santiago sembrano sparire di fronte ai successi economici e sociali (e qui è d’obbligo la citazione di Tutto Benigni 95, il pezzo sull’elettricista…)

Detto questo, e’ difficile camminare per le strade di questo paese in modo equilibrato.

Mi si dira’ che anche da noi si muore di fame. Vero, e da noi non esiste la razione…ma nessuno puo’ vivere con 7 uova al mese, del riso e dello zucchero. Ed e’ difficile vivere in un paese in cui si trova (più o meno) tutto, ma tutto costa tanto.
I salari pubblici hanno cifre da brividi: un medico guadagna 25 CUC al mese, ossia 25 dollari. Un cameriere ne guadagna 12, un maestro che ha appena iniziato 10, un ingegnere arriva a 20.
Molti dei beni si possono acquistare in monete nazionale, risultando economici, ma tutti i beni più’ elaborati, o importati, si pagano in CUC. E qui inizia il disastro: ho pagato un pacco di assorbenti 1 CUC, una saponetta 1CUC e ho comprato tutto in un negozio per cubani, non negli store per turisti. Ho pagato un pacco di assorbenti un dodicesimo di uno stipendio, come se da noi costassero 100 Euro, considerando uno stipendio medio di 1200 €. Follia.
La doppia moneta ha introdotto una forma di razzismo, e la liberalizzazione di alcune attivita’,  le cosiddette “Particular”, ne hanno introdotta un’altra: il risultato e’ che il socialismo e’ morto, da una parte turisti e cubani che lavorano nelle attivita’ liberalizzate, dall’altra il resto della popolazione. Siamo stati in case particular il cui contenuto tecnologico era imbarazzante: playstation, tv da 40 pollici e passa, pc stratosferici. E accanto, case in cui vivono insieme tre generazioni, in cui la giornata si vive per cercare cosa mangiare.
La sensazione vedendo la gente per strada e’ che la vita qui sia una lotta. Per trovare il cibo, innanzitutto, che avere i soldi in tasca non basta, visto che tanti alimenti scarseggiano o sono difficili da trovare. Abbiamo visto gente attraversare la citta’ per andare a comprare del prosciutto o della frutta, altra spendere un pomeriggio intero cercando del pesce, in una citta’ di mare come Santiago, o della verdura.
Poi le code, infinite, stancanti, di ore: fila per ricaricare il telefono, per cambiare i soldi alla Cadeca, all’Ufficio immigrazione per registrare il turista, fila per prendere un taxi o un camiones o un bus. Le file si fanno fuori, di fronte alle porte degli uffici, e cosi per le strade e’ normale vedere 10 o più persone in fila indiana che aspettano.
E nelle facce vedi la rassegnazione, come se tutto questo fosse normale, e la rabbia, per la consapevolezza che normale non e’.
Mi sembra di percepire che la gente viva con la costante paura e minaccia di una multa, di un controllo, di una punizione. Manca la carta, in questo periodo, scarseggiano i registri delle case particular, la gente verifica le pagine libere, sperando di farcela, perche non avere registro vuol dire prendere una multa, anche se il registro manca perche’ manca la carta per stamparlo.  La farina ha una qualita’ pessima, ultimamente, la mollica del pane e’ strana e tutta bucata. In qualche parte non si trova facilmente l’acqua in bottiglia, ci sono dei problemi nella distribuzione.
La colpa delle difficolta’ e’ data al Bloqueo, l’embargo americano. Difficile capire dove finisca il mito e inizi la verita’. Se e’ vero che l’embargo penalizza diversi settori, come Internet, e’ anche vero che pare tanto una scusa governativa per giustificare la crisi economica.
Quale senso ha il perdurare di quest’embargo, quando Obama parla regolarmente con Putin, e la Cina possiede meta’ del debito pubblico statunitense?
Quello che non riusciamo bene a capire e’ il reale impatto dell’embCuba sulla crisi economica cubana. Ci hanno spiegato che l’embargo non colpisce solo le importazioni dirette dagli USA, ma anche tutte le imprese con partecipazione di capitale statunitense, e peggioCubache aziende europee che lavorano con gli US, e che spesso nei loro contratti hanno il divieto di collaborare con Cuba. Questo spiegherebbe il perche’ scarseggino diversi alimenti, medicine, altri beni.
Pare che recentemente ci sia stato un caso di un’azienda tedesca, che produceva medicine per bambini, che, dopo essere stata comprata da un’azienda statunitense, non puo’ più’ vendere a Cuba. Residui di Guerra Fredda.
E che c’e’ dietro quest’embargo antistorico? Non ci crederete, ma la comunita’ cubana in Florida e’ grande e potente: qui si rifugiarono le famiglie cubane ricche che scapparono dal paese dopo la Rivoluzione. E arrivarono col loro carico di soldi, che hanno reinvestito in Florida. Tra questi, la famiglia Bacardi e la famiglia della ex-moglie di Fidel! I soldi, si sa, generano potere: gli “esuli” di Miami sono diventati deputati e senatori, ma soprattutto sono una forza elettorale in uno stato chiave per le elezioni presidenziali. Ecco perche’ nessun Presidente si azzarda a parlare di fine dell’eBusrgo, ed ecco perche’ ogni tanto le sanzioni vengono inasprite (vedi cosa fece Bush…).
Ovviamente per il governo cubano la questione del Bloqueo e’ una magnifica scusa per nascondere proprie mancanze e fallimenti.
L’unico giornale ufficiale, il Granma, non perde occasione per silurare CubaUS. Idem i telegiornali. La cosa più’ fastidiosa e’ che nel tritacarne ci finiamo tutti, senza distinzioni: a guardare un tg Cuba“” >cubano con gli occhi di un cubano il mondo sembra un posto terribile fatto di pazzi che sparano nei cinema, di crisi economiche, di stati illiberali. Una signora disgustata ci ha informati che Napoli e’ invasa dalle cucarachas. Mi fa quasi senso vedere i servizi che parlano delle prime libere elezioni in Libia. O i servizi sui cattivoni NATO che hanno mandato i terroristi a uccidere la gente in Siria, per deligittimare il potere di Assad. O leggere sul giornale che le Nazioni Unite hanno premiato Cuba come uno dei paesi con più’ liberta’ d’espressione, al contrario dei paesi occidentali che hanno represso le dimostrazioni degli Indignados e di Occupy Wall Street.
In mezzo a tutto questo, Cuba sembra un paese meraviglioso in cui vivere.
Per carita’, non e’ che il mondo attuale sia un paradiso, non è che noi siamo in grado di dare lezioni di democrazia, e che la NATO sia una merda l’abbiamo ripetuto mille volte anche noi. Ma non mi piace esser posta in ridicolo ne’ giudicata come il male assoluto visto che, per lo meno, nei nostri paesi infamati dalla propaganda possiamo scegliere tra più’ telegiornali, e non abbiamo un solo paCubao e un solo giornale.
Mi si dira’ che anche la nostra democrazia non e’ perfetta, che anche la nostra informazione e’ controllata: ma a differenza di quanto passa qui, abbiamo Internet, non un solo giornale. E da 20 anni ripeto ogni giorno ke Berlusconi e’ una merda, senza che a nessun sia venuto in mente di portarmi in carcere o privarmi del lavoro o spedirmi dall’altro lato del Canale di Florida.
La propaganda e’ cosi forte che la signora e’ talmente disgustata dalle cucarachas di Napoli dall’essersi dimenticata che ogni 3giorni manca l’acqua, e il sapone e la carta igienica sono troppo cari per un salario governativo.

Ah, la propaganda. Mi nella gara su chi la spara più’ grossa e chi indottrina meglio, tra societa capitaliste e socialiste la battaglia e’ ancora aperta. Viva (il) Cuba libre.

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EffeFemmina

Francesca V., 30 anni. Insieme a Francesco (la EffeMaschio) decide di mollare tutto e partire per un viaggio intorno al mondo...Ed è li che inizia l'avventura che raccontiamo in questo blog... ;)

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2 Responses

  1. Anzeledda scrive:

    Quindi cuba libre è un ossimoro, come nella battuta US, o un eufemismo, come sostiene Sepulveda? :-D

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