Aiutando i bambini di Cusco

Una settimana non è tanto tempo, 5 pomeriggi possono non essere nulla in una vita, ma ci sono settimane e pomeriggi speciali, che possono contare molto di più di pomeriggi ordinari.

What you are about to do is a beautiful thing; the most generous and responsible humanitarian effort a person can achieve. To be a volunteer, to take on a task for love and without expecting any material gain is most certainly one of the best ways we can expect to improve this world.

If you are reading this, then you and I already have something in common, no matter whether we are from different countries, if we do not speak the same language or profess the same religion. Today, something unites us: the desire for a better world, for a more just and tolerant society.

(Introduzione del Manuale per il Volontario di Aldea Yanapay)

Aldea Yanapay è un’associazione laica che si occupa di offrire un supporto educativo a bambini di un quartiere di Cusco. Supporto educativo significa che la Yanapay organizza per i bimbi un dopo-scuola, in cui offre loro diversi tipi di classe in compagnia di professori volontari che vengono da mezzo mondo.

I bambini sono impegnati ogni giorno dalle 3 alle 6 e mezza circa. Le prime due ore vengono passate in una “Classe”, che può essere Arte, Inglese, Informatica, oppure le due ore possono essere utilizzate per svolgere i compiti della scuola che i bambini frequentano la mattina, o ancora offrendo ai bambini con più difficoltà un supporto privato per esercitarsi nella lettura, oppure nella matematica, supporto chiamato “Tutoria”.

Entrambi siamo stati assegnati alla classe di Tutoria, EffeMaschio con i bambini dai 4 ai 9 anni, EffeFemmina con quelli più grandi, dai 9 ai 14.

Dopo la classe i bambini passano una mezz’ora circa nel “Circolo Culturale”, ossia sono riuniti tutti insieme per discutere di qualcosa. Gli argomenti possono essere diversi: le attività del weekend, commentare un fatto particolare, parlare genericamente della scuola e delle sue regole, commentare la vita della città.

Dopo il Circolo, i bambini, ordinatamente divisi per età nelle cosiddette “Famiglie”, si riuniscono con la propria famiglia in una classe, dove si lavora tutti insieme all’attività della settimana, che culmina con la presentazione dei lavori nello show del venerdì. Il tema della nostra settimana era scrivere una canzone in inglese, o un’altra lingua straniera, sopra un ritmo musicale latino, con coreografia e vestiario appropriati.

Siamo arrivati in Aldea Yanapay casualmente: dall’inizio della progettazione del viaggio avevamo pensato di effettuare un periodo di volontariato, ma trovare un’associazione si era rivelato un po’ complesso. Innanzitutto perchè la maggior parte delle associazioni richiedono la disponibilità di un mese, e per noi era un tempo troppo lungo. Poi, molte associazioni chiedono il pagamento di una cifra per effettuare il volontariato, e spesso non sono cifre banali. Inoltre (personalmente, io EffeFemmina) non volevo fare volontariato in un Ente religioso. Insomma, ci avevamo praticamente rinunciato fino a quando a Salta, chiaccherando col ragazzo della reception dell’ostello, lui ci ha parlato di quest’associazione di Cusco in cui ha lavorato due anni, che permette di lavorare come volontario per periodi brevi, e senza il pagamento di nessuna somma. In due giorni avevamo l’ok di Rachel, la cordinatrice, per iniziare la nostra esperienza!

L’associazione offre un supporto educativo a questi bambini, che la mattina frequentano una scuola normale. Alcuni frequentano scuole pubbliche, altri scuole private, ma generalmente il loro livello culturale è basso, perchè le scuole non offrono qualità educativa. A questo si aggiungono i contesti familiari di provenienza: famiglie spesso violente, famiglie quasi sempre molto povere, in cui è lecito delinquere per sopravvivere, una religione cattolica molto forte e permeante la cultura di base dei bambini e delle famiglie. I bambini vivono in un mondo in cui religione, autorità familiare o scolastica sono sempre simbolo di obbligazioni, divieti, forza.

Per questo la scuola si pone come obiettivo primario quello di offrire, per qualche ora al giorno, un esempio di adulti non violenti, un esempio di modo di vivere alternativo, costruendo un ambiente in cui ci sono delle regole precise, che tutti, alunni e professori, sono tenuti a rispettare, ma un ambiente in cui sia l’amore per il prossimo a prevalere su ogni regola. All’inizio mi ha un po’ inquietata il modo militare di far ripetere le regole ai bambini, di chiedergliele, di rispolverarle continuamente. Poi ho capito che è un modo di contrastare la società dove i bambini vivono, in cui l’unica regola è la sopravvivenza, in nome della quale si può violare ogni legge e regola civile.

Insegnare loro ad alzare la mano quando si parla, a non parlare mentre parla un altro, a rispettare lo spazio di ognuno, a condividere cose ed emozioni, serve per aiutarli a crescere come adulti consci che la società ha delle regole, e che queste vanno rispettate. Personalmente mi piace molto l’impostazione laica della scuola: ai bambini vengono fatte studiare le diverse religioni, fatto particolarmente importante visto che nelle loro scuole (spesso scuole private cattoliche) studiano solo la religione cattolica, e non avrebbero modo di apprezzare la varietà del mondo, nè di pensare alla sua diversità. Anche avere volontari che vengono da Europa, Stati Uniti, Australia, Argentina e altri stati latino americani, li aiuta a capire cosa vuol dire multiculturalità, cosa vuol dire che nel mondo ci sono tante e diverse culture, esercitando ogni giorno il principio di uguaglianza e di rispetto della diversità

[...] the objective at Yanapay is to present the children with the possibility of knowing other ways that they can live in Peru and on this planet, and to show them that there are places in the world for respect, tolerance, and love. [...]. Aldea Yanapay is a place that affectionately presents the possibility of another way of life.

(dal Manuale per il Volontario)

Mi ha scioccata e intristita vedere bambini di dieci anni che non hanno chiaro cosa sia un continente, che non sanno di vivere in America; bambini che a nove anni hanno difficoltà a leggere, o a fare le sottrazioni. Mi ha scioccata e intristita non perchè non sappia che queste situazioni esistono affianco a noi, in Italia, ma perchè una cosa è sapere, una cosa è toccare con mano. Un’eccezione a questo panorama è stata un bambino spettacolare che EffeFemmina ha avuto un pomeriggio in Tutoria, e che l’ha messa in difficoltà, perchè non ti aspetti che ad appena 10 anni un bambino  ti parli di Hitler, sappia indicarti esattamente i confini degli stati latino americani prima della guerra del Pacifico, parli di nucleo terrestre e di litosfera. Una perla di cervello, mi da speranza sapere che in Yanapay potrà trovare un supporto adeguato se vorrà continuare i suoi studi, visto che la famiglia di origine non può supportarlo in questo, nè materialmente nè psicologicamente.

L’associazione e la scuola (vengono offerti anche corsi per adulti) si mantengono grazie a un ristorante, situato nel centro di Cusco, e a un ostello. L’ostello non è il posto migliore in cui stare a Cusco, per freddo intenso delle camere, acqua calda sempre assente, e fornitura della cucina…però l’ambiente è molto bello, visto che quasi tutti i volontari dormono qui. Se vi sentite buoni, e volete contribuire alla causa della Yanapay, tenetelo in considerazione se passerete da queste parti!

L’esperienza, per quanto breve, è stata forte: l’affetto dei bambini è qualcosa di inimmaginabile, il loro baciarti, abbracciarti, cercare la tua mano, alla ricerca di un affetto che probabilmente  in molti a casa non hanno. Sentir risuonare il loro allegro “Profe!” e il saltarti al collo quando ti vedono, ma anche la loro furbizia di esseri umani abituati a essere adulti quando dovrebbero pensare solo a studiare e crescere. E’ stato bello lavorare all’attività della settimana, una sfida cercare continuamente di catturare la loro attenzione, ed essere all’altezza delle loro domande, ma anche delle loro furbizie, con un ostacolo non indifferente dato dalla lingua (per quanto il nostro spagnolo sia migliorato tanto, i bimbi erano i madrelingua!). E’ stata una soddisfazione, se pur piccola e forse anche ridicola, vincere il primo e secondo posto del concorso settimanale con le rispettive famiglie. Perchè è stata la dimostrazione di aver saputo lavorare bene in gruppo, con gli altri volontari, e con i bambini.

La Famiglia Tigre di Effe Maschio era composta da bambini di 7 anni:

 

difficile far comporre loro una canzone, fargliela imparare in inglese, farli ballare in modo coordinato, e vederli pure cantare nonostante la vergogna di affrontare un pubblico:

Ecco i bambini mentre ritirano il primo premio simbolico:

 

La Famiglia Quilla (Luna in Quechua) di EffeFemmina era composta da bambini di 9 anni: lavorare insieme, tenerli buoni, fargli mettere insieme una canzone sulla violenza familiare e tradurla per loro, sentendoli poi cantare in italiano…è stato bello per EffeFemmina:

 

E’ stato bello lavorare con gli altri due volontari, Olivia dagli US e specialmente con Lucas, argentino della provincia di Corrientes trasferito a Buenos Aires dove fa l’assistente universitario in Facoltà di Lettere, che sta nella scuola da tanto tempo, mentre viaggia per un anno per il suo continente. Abbiamo avuto occasione di chiacchierare diverse volte, sull’Argentina, e penso che avere la sua presenza in classe sia stato importante, per l’autorità rivestita con i bambini, ma anche per il suo modo di fare “esperto” con loro, e per la sua travolgente simpatia.

Penso sia stato una delle più belle vittorie della nostra vita!

Non so se siamo riusciti a dare qualcosa ai bambini, in questa settimana, mi sembra ingiusto perchè mi sa che siamo stati più noi a prendere da loro che il contrario. Abbiamo potuto vedere una città con gli occhi diversi del turista che visita Plaza de Armas. Stando con l’ostello vicino alla scuola, abbiamo visto una città povera, case diroccate, facce segnate dalla miseria, non quella finanziaria, quella umana. Esseri umani vinti e stanchi. Portoni sgangherati, spazi angusti e sporchi, bambini a cui nessuno ha insegnato a soffiarsi il naso, bambini abbandonati a se stessi.

Si, abbiamo preso più che dato: penso che un giorno dovremmo tornare per riequilibrare lo scambio.

PS: abbiamo poche foto dei bambini perchè non si fanno foto durante le lezioni per non disturbarli!

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2 Responses

  1. Giuseeppe scrive:

    Ciao DoppaEffe, bellissime immagini e filmati che danno appieno le soddisfazioni che contiuate a provare. Saluti ed abbracci, se possibile usiamo skipe.

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