Messico e nuvole

Il nostro obiettivo, prenotando il biglietto RTW, era trovare un modo di arrivare a Cuba. Per questo abbiamo inserito Cancun: volo diretto per La Habana e possibilita’ di comprare il visto per Cuba, data l’abbondanza di americani che entrano nell’isola passando da qui. Non avremmo mai pensato che la tappa di decompressione tra le Ande e l’isola caraibica si sarebbe rivelata una delle tappe più’ belle del viaggio!

Il mare, la selva, le rovine Maya e la gente: una combinazione di 4 elementi che ci ha incantati.
Appena arrivati ci siamo diretti verso Isla Mujeres, saltando Cancun e i suoi grattacieli sulla spiaggia. L’isola e’ stata una piacevole sorpresa: il paesino è’ sul mare, il piccolo alberghetto a 5minuti a piedi dalla spiaggia. Che gioia il mare tropicale dopo il freddo patito tra Bolivia e Peru!
Purtroppo la cementificazione ha colpito anche questa piccola isola gioiello: gli alti mostri di Cancun ora possono guardare i fratelli costruiti sulla spiaggia a Isla Mujeres, dove sorgevano i chioschetti con la musica la sera ora sorge un condominio di appartamenti. Se si trovasse sulla costa di Sydney o a Miami Beach sarebbe pure una bella costruzione, peccato si trovi tra i chioschi di canne e paglia, e sia completamente fuori luogo. Mi chiedo quante tangenti abbiano pagato per costruire 5 piani di palazzi su una spiaggia battuta da uragani. Verguenza. Anche il resto dell’isola e’ completamente cementificato, ma il mare e’ un incanto ovunque. Con lo scooter raggiungiamo Punta Sur, il primo punto in cui sorge il sole in Messico: da un lato le calme acque , dall’altro l’agitato Mar dei Caraibi. Sulla punta un piccolo tempio in decadenza, il nostro primo incontro con la cultura Maya: un tempietto dedicato alla dea Ixchel, la dea della fertilita’. Il mare ha tutte le sfumature dell’azzurro e smeraldo, la barriera corallina e’ di fronte, a pochi metri dalla riva, tracce di vegetazione caraibica attorno.

L’idea di andare verso Cozumel e Tulum si infrange con la pioggia che ci accoglie la mattina della partenza. L’uragano Debby diretto verso la Florida butta acqua anche sullo Yucatan, e le previsioni non lasciano speranze di miglioramento per almeno una settimana. Cosi decidiamo di girare la penisola al contrario: da Isla Mujeres a Valladolid, piccola e preziosa citta’ coloniale, da cui visitiamo le rovine di Ek Balam e il cenote . Il cenote Xpujil e’ il più’ bello dei cenote visti: una piscina sotterranea di acqua dolce trasparente, azzurra, con una volta di stalattiti e una parete di colonne e stalagmiti. Le rovine di Ek Balam. Piove ma non troppo, quel che basta per rinfrescare l’aria, che diventa irrespirabile appena esce il sole: sarem grati alla pioggia, a fine viaggio, per averci rinfrescati e permesso di visitare le rovine senza il caldo torrido.
Viaggiare in Messico e’ semplice ed economico: distanze piccolissime, di qualche ora solamente, dopo le distanze enormi di Argentina, Cile e Peru stare in bus per tre ore e’ una passeggiata. I bus sono abbondanti, e si puo’ scegliere tra quelli turistici di 1 classe e quelli per messicani di 2 classe, senza aria condizionata. Visto che odiamo l’air conditioning, non ci pensiamo due volte su come viaggiare.
Da Valladolid proseguiamo verso , paesino alle porte di Chichen Itza, il tempio piramidale più’ famoso. E qui capiamo che vuol dire temporale tropicale: ne avevamo visto uno a Phon Phen, ma eravamo al sicuro in albergo. Questa volta invece…

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2 Responses

  1. Giorgio scrive:

    Ciao doppie effe. Vi leggo da Vicenza e la sera, quando torno da lavoro dopo cena mi collego al vostro blog e leggendovi prendo parte anche io al banchetto di conoscenze ed esperienze che state vivendo, cercando di immaginare i profumi, colori sensazione di un viaggio così ricco come il vostro. Dalle foto traspare dal vostro sguardo una serenità, tranquillità e soprattutto felicità. Tra non molto tornerete a casa…mi piacerebbe leggere quali sono le vostre sensazioni in merito?

    eh poi oggi per caso sono incappato in questo passo di Fabio Volo che mi ha fatto venire in mente il vostro viaggio… : ( se la volete ascoltare cliccate qui http://www.youtube.com/watch?v=3PHJj4DlPBo)

    E crescendo impari che la felicità non e’ quella delle grandi cose.
    Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…
    la felicità non e’ quella che affanosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente,. ..
    non e’ quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…
    la felicità non e’ quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

    Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose piccole ma preziose…
    …e impari che il profumo del caffe’ al mattino e’ un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.

    E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
    e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

    E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
    e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

    E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
    E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

    E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una deliziosa felicità.
    E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…
    E impari che c’e’ felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

    E impari che nonostante le tue difese,
    nonostante il tuo volere o il tuo destino,
    in ogni gabbiano che vola c’e’ nel cuore un piccolo-grande
    Jonathan Livingston.
    E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

    Ciao doppieffe. un caro saluto. Giorgio

    • EffeMaschio scrive:

      Ciao Giorgio,
      bellissime le parole che citi…questa è una delle tante cose che abbiamo imparato durante il nostro viaggio (presto faremo anche una lista delle altre cose).

      Per quanto riguarda le nostre sensazioni sull’imminente rientro…beh abbiamo sentimenti contrastanti…
      Da un lato ci sembra un sogno che sta per finire e questo ci rende tristi mano a mano che ci avviciniamo alla data del rientro (ad oggi -16), dall’altro siamo impazienti di rivedere le nostre famiglie ed i nostri amici, dopo quasi 8 mesi ci mancano molto!

      La cosa che rende il nostro rientro più piacevole è la sensazione di libertà che proviamo, visto che non torneremo alle vite che avevamo prima ma partiremo dopo qualche mese per l’Australia dove contiamo di lavorare per circa un annetto e fare un’altra esperienza di vita, quella di vivere in un paese diverso dall’Italia!

      Certo se fossimo ritornati alle nostre vecchie vite (pericolo scampato visto che ad EffeFemmina non hanno concesso l’aspettativa, fa strano vederla così adesso no? :) sarebbe stato molto molto più triste per noi il rientro, così invece siamo coscienti che un’avventura sta per terminare ed una nuova sta per iniziare…

      Altra adrenalina in circolo per DoppiaEffe ;)

      Un salutone

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