I desideri

Chiudere il telefono con tua madre e sapere che non capirà mai la tua scelta.

C’è un misto di rabbia e tristezza in me…tristezza perchè vorrei che loro fossero partecipi in questa Cosa, perchè sapere che per loro sarà un anno di paura fa male, e preoccupa….rabbia perchè sarebbe bello che ogni genitore ci vedesse come siamo, non con le sue proiezioni su di noi. E io sono così, voglio fare per un anno il giro del mondo, voglio riempirmi occhi e anima del mondo.

Mi vengono in mente delle parole di Terzani sui propri genitori:

[...] Non c’e’ dubbio che son figlio di mia madre. [...]. Eppure e’ altrettanto vero che, alla famiglia in cui sono cresciuto, in un certo senso, non sono mai appartenuto. L’ho sentito fin da piccolo. [...] Basta non guardare alla propria vita  solo in termini biologici, ma chiedersi da dove viene in noi quel che non e’ riconducibile alla nostra fisicita’. [...] Della vita che finora ho fatto non c’era un solo seme nell’esistenza di mia madre e di mio padre. Tutti e due venivano da gente povera e magnificamnte semplice. Gente terrena, tranquilla, impegnata soprattutto a sopravvivere e mai inquieta, avventurosa o in cerca di novità come invece sono sempre stato io, fin da bambino.[...].Da dove veniva allora la mia voglia di mondo, il mio feticismo per la carta stampata, il mio amore per i libri e soprattutto quella ardente bramosia di lasciare Firenze, di viaggiare, di andarmene lontanissimo? Da dove mi veniva questa smania di essere sempre altrove? [...] Forse, non il mio corpo, nato certo dai miei genitori, ma qualcos’altro in me veniva da un’altra fonte, con un bagaglio di vecchi desideri e la nostalgia di altre latitudini conosciute prima: prima di questa vita. [...] Perche’ non immaginarsi la vita come una corsa a staffetta in cui, allo stesso modo del bastoncino di legno che passa di mano in mano, un qualcosa di non fisico, di non definibile, qualcosa come una somma di memorie, come un capitale di esperienze vissute altrove, passa di corpo in corpo e di morte in morte, cresce, si espande, accumula saggezza e avanza verso quello stato di grazia che mette fine a tutte le vite: l’illuminazione, per dirla buddhisticamente? [...]

Vi sto dando una grossa delusione, lo so; ai vostri occhi questa vita sembra perfetta, con la nostra bella terrazza sull’EUR, la macchina aziendale, un ruolo di semi-responsabilità e una sicurezza economica non male per la mia età. Ma a me non basta, non voglio essere prigioniera di questo schema. Non so quando è esplosa esattamente l’inquietudine…forse è stato con l’incidente.

Ho avuto paura di morire, e quando ci penso tremo ancora, e mi si stringe la bocca dello stomaco. Morire mentre torni da lavoro, per colpa di uno che non ti da la precedenza che ti spetta…che morte del cazzo. Quando ripenso a quegli attimi, al fumo, all’odore, al panico completo…quando penso a tutte le persone che ho visto andarsene in questi mesi, così, dall’oggi al domani, per un male maledetto…quando penso che può arrivare in ogni momento…penso che questo sarebbe il mio più grande desiderio, e allora perchè non farlo?

E’ folle lasciare il lavoro in questo periodo di crisi, la prima obiezione. E’ vero, forse è folle…ma in tempi di mercati impazziti, di giganti ingoiati dalla cassa integrazione, di borse che bruciano miliardi in un giorno…non è già tutto folle? Non è più folle passare 30 anni della vita a pagare una casa a una banca? Non è più folle stare 3 ore al giorno bloccato nel traffico del raccordo? A cosa è servito studiare come una matta, laurearsi in regola, passare 3 anni e mezzo nell’inferno Axx…se un anno di pausa chiude la propria vita lavorativa? e poi…è propro così? davvero tra 1 anno non sarò in grado di trovare un lavoro? non lo so, può darsi…ma può darsi di no, può darsi che il mondo sia + lento di come ci sembra…può darsi che ci sia ancora un lavoro per me, al ritorno…si, partire vuol dire ricominciare. Vuol dire tornare e non avere una casa, una macchina…ma da quando misuriamo la nostra vita in questi termini?

Vi sembrerò una pazza buddista, in questa fuga dalla materialità. Ma lo penso davvero…ho la sensazione che tutto sia avvelenato, mi sento avvelenare io stessa….e prima di trovarmi a firmare la condanna di 30 anni con una banca voglio vedere quello che resta del mondo passato, prima che i nostri veleni occidentali si mangino tutto.

Vorrei partire sapendovi sereni. Preoccupati, certo, perchè pensate che io sarò tranquilla? Sarà un anno difficile, lungo, stancante…ma anche pieno di tante cose meravigliose. Vorrei che foste sereni sapendomi felice, sapendo che sto realizzando un sogno. Vi ricordate i turisti americani che avete incontrato a Viterbo? Allora parlavate contenti di questa cosa….perchè il fatto che vostra figlia voglia fare lo stesso vi terrorizza solamente, senza lasciare spazio alla curiosità, alla voglia di vederla realizzata in un modo diverso dal vostro?

Siete dei genitori splendidi…lo dico dal profondo del cuore, perchè non so se sarò mai in grado di educare un figlio trasmettendogli quelo che voi avete trasmesso a me. Curiosità per il mondo, Babbo mi ha dato la voglia di affrontare sfide e sacrifici per arrivare a quello che si vuole, tu Ma’ mi hai dato l’inquietudine perenne, la capacità di porsi costantemente delle domande, e il cercare sempre le risposte più complicate, mai quelle banali, sfidandosi e mettendosi in discussione. Mi avete insegnato a leggere, e a leggere i libri che toccano l’anima, che suggeriscono dei modi di vivere non solo apparenti, ma reali, per una vita intensa, e vera, e forte, e coraggiosa.

Ho letto CheGuevara, Terzani, ho sempre ascoltato affascinata le storie di gente venuta da posti lontani, a 17 anni volevo fare un anno di scuola in qualche posto del mondo che non fosse tra le montagne sarde…come posso voler rinchiudermi in qualcosa di standard? Lo farò, arriverà il momento di desiderare la villetta col giardino…ma ora che ho altri desideri…lasciate che io li segua.

Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. (A. Baricco)

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commento

EffeFemmina

Francesca V., 30 anni. Insieme a Francesco (la EffeMaschio) decide di mollare tutto e partire per un viaggio intorno al mondo...Ed è li che inizia l'avventura che raccontiamo in questo blog... ;)

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1 Response

  1. Mela scrive:

    Eccoli di nuovo i desideri che salvano!!
    Questa frase è ricorrente… e forse è solo un bene tenerla sempre a mente ;)

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