Un passo indietro

 Oggi, da dove vieni è meno importante di dove vai. Ma è solo fermando il movimento che puoi capire dove andare. Ed è solo facendo un passo indietro, dalla tua vita e dal tuo mondo, che puoi vedere quello a cui tieni di più, e quindi trovare casa. Il movimento è un privilegio fantastico. Ci consente di fare cose che i nostri nonni non potevano neanche sognare di fare. Ma il movimento ha senso solo se c’è una casa a cui tornare. E la casa, in fin dei conti, non è solo il posto in cui dormi. È il posto in cui stai”.

E’ una frase di Pico Iyer, la leggo sull’editoriale del numero de l’Internazionale di questa settimana.

E’ una frase che mi sento scritta sulla pelle, che sento completamente mia.

Fare un passo indietro. Fermarsi. Capire quello a cui tieni di piu’.

Averlo fatto, e sentirsi felici, sentirsi privilegiata per le scoperte fatte.

E ora, cercare di capire dov’e’ casa, che ti sembra di averne mille, non una. Ti sembra che casa sia il mondo intero.

Anche se in fondo sai che quando dici Casa, se pensi a delle pareti, nella testa e’ quella piccola casetta su un altipiano, trai i monti al centro di un’isola, al centro del Mediterraneo. E tornare a casa sara’ sempre tornare li, in fondo. In quella casa, non in quell’isola.

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EffeFemmina

Francesca V., 30 anni. Insieme a Francesco (la EffeMaschio) decide di mollare tutto e partire per un viaggio intorno al mondo...Ed è li che inizia l'avventura che raccontiamo in questo blog... ;)

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2 Responses

  1. Ivan scrive:

    Alla fine Casa è sempre e solo una…anche se giri il mondo o vivi in un’altra città non potrai mai cancellare tutti gli anni felici (almeno per me) passati nella propria terra di origine.

  2. EffeFemmina scrive:

    Gia’….per me pero’ piu’ che la terra di origine, e’ proprio quella casa rosa, col giardino attorno, il mio pianoforte nell’angolo, il camino ed il divano….quella casa in cui quando entro c’e’ sempre lo stesso odore, le stesse cose al solito posto…alla fine per me e’ l’unica cosa che e’ rimasta ferma in tutti questi anni di cambiamenti, e’ il mio punto fermo. Salutami il Sud e mangiati una focaccia da parte mia :) ps: qualche gg fa abiamo incontrato un’australiana originaria di barletta: non aprlava bene in italiano, ma devi vedere lo spasso quando ha cominciato a parlare in dialetto a Frank! piegati :)

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