Nuova Zelanda: Rotolando verso Sud (Parte 2)

Da Christchurch abbiamo un’altra missione: portare una macchina a Greymouth (utilizzando sempre il convenientissimo relocation …). Attraversiamo l’Isola Sud passando per il Lewis Pass, invece del più’ battuto Arthur Pass. In questo modo riusciamo a visitare una cantina (la zona è famosa per la produzione di vino), comprare una bottiglia di vino buono e fermarci per qualche ora alle terme di Hanmer Spring…ripartire e’ difficile, ma il meglio del viaggio deve venire.

Incontreremo forse altre 10 macchine sul tragitto di quasi 4 ore, i boschi attorno sono fantastici, ci sentiamo fuori dalla civilta’. Redfern e’ l’unico paese incontrato in + di 150 km…incredibile pensare che, in mezzo al nulla e ai monti, sia stato il 1paese dell’emisfero Sud ad avere l’elettricita’! Bizzarrie storiche :)
La West Coast si apre di fronte a noi a Charleston, e questa e’ forse la parte più’ bella vista in viaggio: la strada fino a Punakaiki e’ incantevole, rocce a picco sul mare, scogliere, spiagge nascoste, il mare blu, e dall’altro lato la jungla e le montagne, sempre presenti, sempre più vicine. Dormiamo a Punakaiki, un minuscolo agglomerato di case, lontano dal mondo, letteralmente in riva al mare: sentiamo le onde la sera prima di andare a letto, le risentiamo al risveglio…e’ bellissimo.
Punakaiki e’ famosa per le Pancakes Rocks e i Blowholes…la natura, la sua forza straordinaria, e’ ovunque in questo paese. Nel terremoto che devasta una citta’, nell’oceano imponente, nelle foreste sconfinate, nelle acque impetuose dei fiumi…la senti, nell’isola Sud ancoda di più, e capisci che e’ lei che domina. E’ lei la regina, che decide di spazzare il centro di una citta’, o di essere benevola…fa lei e noi non possiamo nulla.

Incontriamo il nostro primo kiwi, strano animale in estinzione che è un pò anche il simbolo della nuova zelanda (i neozelandesi sono chiamati appunto kiwi)… non è facile vederli in natura, ma noi, non so come, riusciamo a vederne ben 2…

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A Greymouth ci aspetta il nostro bus per Franz Josef, la nuova missione e’ “scalare” il ghiacciaio.  Il giorno dopo, muniti di ramponi ai piedi, camminiamo per il Franz Josef Glacier…in un’atmosfera surreale: dietro le spalle la valle e la foresta con le felci, stile tropicale…attorno alte pareti di roccia e cascate…e di fronte lui, il signor ghiacciaio, maestoso, incurante di noi formiche, lui che sta li da innumerevoli glaciazioni e riscaldamenti globali.
E’ bello camminarci dentro, anche se arriva l’eco di pezzi che si sciolgono, e anche se vediamo un pezzo che si fracassa al suolo…confidando che il surriscaldamento globale non agisca eccessivamente in nostra presenza, ci rifugiamo alle Hot Pools, degno premio (incluso nel biglietto dell’escursione) dopo la faticata sul ghiaccio.

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E’ il giorno di San Patrizio: anche in questo buco di paese ci sono i pub che festeggiano. EffeFemmina punta sul miopismo del barista e sulla luea scarsa per spacciare come verde Irlanda una maglia in realta’ quasi azzurra…punta e vince un drink gratis…ovviamente verde, e ovviamente terribile.

Il giorno dopo partenza per Queenstown…ma questa ve la raccontiamo un’altra volta.

(To be continued…)

 

 

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2 Responses

  1. Ivanna scrive:

    Spettacolo!!!! Ma siete passati dalle maniche corte a alla neve….ma soprattutto la vostra guida era a maniche corte :-\
    Bono il vino eh :D. Il kiwi invece no piace….

    • DoppiaEffe scrive:

      E’ così bellino il kiwiiiiii!! :(
      e poi siamo stati fortunati a trovarlo così, libero, sono molto rari

      Il tipo era a maniche corte e sudava come un dannato dantesco, poraccio, doveva scavare il ghiaccio col piccone per creare i nostri passaggi e gradini :D

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