Here, down under

Sono passati otto mesi dal nostro arrivo su quest’isola/continente. Isola perche’ fisicamente lontana da tutto, continente per la sua incredibile grandezza e varieta’. Come detto qualche post fa, l’Australia per me non e’ mai stata la terra promessa, la terra dei sogni, la mia meta predestinata: e’ arrivata perche’ EffeMaschio ci voleva venire, ed io ho accettato la sua proposta per provare a fare un’esperienza di vita in un english-speaking country, che fosse meno freddo di Londra ;) [seee, cosi credevo! Non avevo considerato Antartica di fronte...]

Vi dico questo per precisare che non sono arrivata qui con la bocca aperta, ad estasiarmi per ogni cosa vista: viaggiare per 8 mesi per paesi disastrati ha confermato la mia visione pessimista del mondo, io sono convinta che non esistano paesi ideali in cui vivere, esistono paesi in cui si puo’ vivere con piu’ tranquillita’, ma resto convinta che la maggior parte della qualita’ della vita te la diano i rapporti umani e le persone di cui ti circondi, non la citta’ che ti ospita. Penso che l’Australia si sia costruita questo mito di liberta’ perche’ tanta gente e’ arrivata qui in periodi sabbatici, e ha quindi potuto assaporare un altro tipo di vita. Ma sono sicura che lo stesso tipo di esperienze avrebbe potuto farle ovunque: sono convinta che sia il nostro stato mentale di apertura a cambiare come percepiamo il mondo, non il posto in cui siamo. Se viaggi per sei mesi zaino in spalla, conoscendo altre persone, non penso cambi la tua esperienza viaggiare in Australia o in Argentina: e’ il tuo stato di apertura e la tua sensazione di liberta’ che ti fa filtrare la realta’, probabilmente staresti bene anche stando a Sadali ;) [ok, ho esagerato].

Pero’ devo ammetere che questo e’ un paese in cui si vive bene, in cui hai la sensazione che tutto quello che ti circonda sia stato pensato per chi deve usare i servizi, non per chi ci lavora dentro, e questo puo’ fare la differenza nelle tue giornate (dalla gentilezza della gente alla velocita’ con cui riesci a fare praticamente tutto). E’ un paese che fino ad ora non ha vissuto la crisi economica che attanaglia Europa e USA da anni, e ci si sta affaciando solo ora: crisi in Australia vuol dire che chi era abituato a guadagnare 100, ora guadagna….70 o 60? Ma sono ancora anni luce da quello che succede da noi…anche se purtroppo i metodi per affrontare la situazione sono gli stessi che hanno portato l’Europa al tracollo (indebolimento dei sindacati, indebolimento e impoverimento della classe media, privatizzazione dei servizi, tra i vari).

In questi 8 mesi ho cominciato a mettere in fila quello che mi piace e quello che non mi piace in questa terra che mi fa stare a testa in giu’, enjoy it!

Think positive: what I like

  • mi piace Melbourne perche’ e’ ordinata, non e’ soffocante, non hai la sensazione di stare in una grande citta’. Sydney non mi incanta per il motivo opposto, per quanto sia una bellissima citta’
  • mi piace che trovi il cibo biologico ovunque, anche nei grandi supermercati, e i mercati contadini sono in ogni quartiere;
  • mi piace che la burocrazia sia snella: abbiamo impiegato 2 giorni per rinnovare tutti i documenti e fare tutte le iscrizioni ai vari servizi sanitari, e alla banca. Ah, le fotocopie le facevano direttamente loro: noi siamo arrivati con le fotocopie in mano, da bravi cittadini italiani coscenziosi, e la tipa ci ha guardati sorpresi, e poi ha preso i passapporti per fotocopiarli. Grazie, ti abbiamo amata.
  • il canale televisivo SBS, pieno di documentari e di tv intelligente
  • la radio SBS con canali in piu’ di 60 lingue diverse (anche in italiano!)
  • l’avocado col prosciutto crudo
  • la carne di canguro
  • le piastre gratuite per fare i barbecue nei parchi
  • la gente che chiede sempre “how are you” come prima cosa: sara’ anche automatico, ma e’ gentile
  • il traffico ordinato
  • le cafeterie ovunque, ed il fatto che posso sedermi col pc e stare un po’ senza che nessuno mi cacci
  • i corsi di yoga ovunque…ed il mio corso di yoga dentro una chiesa :)
  • il cibo di ogni tipo: greco, libanese, thai, vietnamita, afghano, etiope, messicano, argentino, malese, giapponese….c’e’ di tutto, e in abbondanza
  • i bambini che mangiano il sushi a merenda all’uscita di scuola
  • il senso importante dato alla maternita’ e paternita’, ed il supporto sociale ricevuto
  • le mamme che la mattina corrono spingendo il passeggino e con l’iPod nelle orecchie
  • i parchi nazionali ovunque
  • gli opossum nel giardino, con la loro faccia curiosa
  • le piste ciclabili ovunque, la gente che va in bici, i parchi dentro la citta’
  • casa DoppiaEffe e la possibilita’ di non vivere piu’ in un condominio
  • i mezzi pubblici puntuali e che mi portano ovunque
  • i negozi vintage e gli opportunity shop (seconda mano): nessuno si vergogna di comprarci
  • il vintage che e’ una religione, piu’ che uno stile di vita
  • i “Book exchange” che trovi nei posti piu’ impensabili
  • le biblioteche fornitissime e presenti in ogni quartiere: ogni tanto leggo in italiano, ma non ditelo a nessuno :P
  • il caffe’ e’ buonissimo! e mi dispiace farvelo sapere, cari italiani, ma il caffe’ a Melbourne e’ migliore che in Italia; qui e’ una religione, e chi ti serve un caffe’ bruciato verra’ punito dalla legge delle recensioni online e sui giornali (oh yeah, qui si recensiscono anche le cafeterie, non solo i ristoranti…eheheh); il caffe’ bruciato di meta’ mattina e’, per fortuna, solo un ricordo;
  • la religione del caffe’
  • avere il mare vicino, e poterci andare usando la bici, volendo
  • poter lasciare lo stendino fuori senza paura di trovarlo nero per lo smog: come a Sadali!
  • i tramonti rossi sulla citta’, i colori sono sempre magnifici
  • avere le colline e le valli vicinissime: vino, frutta, cibo buono
  • il vino austrlaiano e le valli piene di cantine
  • la musica dal vivo ovunque
  • i graffiti che ricoprono la citta’, sugli spazi concessi dalle municipalita’: c’e’ un accordo tra artisti e municipi, e lo si rispetta
  • la parte Nord dello Yarra: nella parte Sud mi sento estranea, troppi tacchi e minigonne :P
  • uscire vestita come mi pare, senza l’obbligo del tacco o del trucco, per andare ovunque tu voglia (dal pub al cinema al ristorante)
  • il trionfo delle scarpe basse e dei sandali…oh yeah!
  • fare la spesa con la bici, e riempire il cestino di verdure e frutta
  • l’Astor Cinema di St. Kilda: 75 anni di onorata carriera portati benissimo. Non proiettano novita’, perche’ i costi sono alti: ma proiettano un sacco di bei vechci film, e le novita’ dopo 2-3 mesi dall’uscita
  • le sdraio gratuite di Federation Square
  • il pubetto sotto un pilone dello Yarra: acqua tutt’intorno, spettacolo nelle sere stive
  • il cinema all’aperto nei Botanical Gardens
  • le ceste di vimini per il pic-nic
  • le aree di sosta sulle autostrade, dove puoi campeggiare gratis
  • i barbecue vicini alle spiagge
  • la parola “gday”
  • andare a mangiare da Lentil, e passare ore a tagliare  verdure

What I don’t like

  • gli australiani medi sono razzisti: hanno imparato a considerare normale avere attorno greci, italiani e libanesi, ma non considerano normale avere attorno gli africani. L’emergenza Asiaonale ora sono le “boat people”, ossia le persone che attraversano in barca l’Oceano dall’Asia, e che vengono qui a chiedere l’asilo: persone disperate ovviamente, ma che sono diventate un problema cronico nazionale, per la gente, i media e la politica. Vedere che la campagna elettorale delle prossime elezioni di Settembre si combatte su questo argomento, con destra e sinistra (sinistra???) che fanno a gara per chi chiudera’ maggiormente le frontiere, e’ deprimente.
  • Tony Abbott: I absolutely hate him (e’ il candidato dei conservatori alle prossime elezioni)
  • che anche qui la sinistra sia divisa, litigiosa, e si stia spostando a destra: abbiamo un problema comune, mate
  • anche qui si lavora in nero, e si lavora tanto in nero, specie nel settore Hospitality (ristorazione, alberghi etc): lo sfruttamento della manodopera e’ triste
  • gli immigratAsia prima, seconda e terza generazione che sono razzisti contro i nuovi arrivati (africani e Asia mulmana): li trovo volgari, ingiusti, li rispedirei oversea un calcio nel culo, per la loro mancanza di umanita’;
  • le politiche sul Working Holiday VISA: se sei italiano, francese o cileno lo puoi prendere. Se sei argentino, colombiano, messicano, africano, ti puoi fottere. Questo razzismo in base al passaporto che si possiede lo trovo intollerabile se lo scopo del visto e’ quello di far vivere un’esperienza di studio/lavoro a dei ragazzi.
  • lo sfruttamento della disperazione di chi vuole restare qui: ragazzi che pagano universita’ finte per poter continuare ad avere il visto da studenti; ragazzi sottoosti al capolarato nelle fattorie pur di avere gli 88 giorni di lavoro che permettano il rinnovo del WHV. Bleah
  • il Vegemite…ma non penso di essere sola in questo :D
  • il modello sanitario che si sta spostando verso la privatizzazione. Non mi piace pagare quando devo andare dal medico di base, lo trovo ingiusto
  • il prezzo dell’alcool. E non mi piace la mentalita’ alcolica degli australiani: si esce per bere, e ci si distrugge
  • i rapporti umani sono piu’ freddi: ma questo potrebbe dipendere dal fatto che i nostri coetanei in genere abbiano gia’ almeno 2 figli :S
  • le case che sono ghiacciate d’inverno: non capisco perche’ a Melbourne costruiscano come se vivessimo a Cairns…vi risulta che in Norvegia si costruisca come in Grecia? mah…
  • le comunita’ chiuse in se stesse, che siano cinesi o italiane: Melbourne e’ comunicazione e condivisione, non ghettizzazione
  • il verbo “reckon”…lo odio
  • la barba alla Ned Kelly che imperversa a Melbourne: anche EffeMaschio si e’ buttato nel trend. Doh.
  • che per fare ogni minima cosa tu debba possedere una certificazione
  • che ti richiedano esperienza anche per fare volontariato :S
  • il cinema che costa un’assurdita’
  • le freeway che sono sono free…perche’ non le chiamate diversamente?
  • l’accento del Queensland…e’ un’altra lingua, non ce la faccio, mi spiace

Qui e’ il caso di dire To be continued….perche’ la lista cresce!

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EffeFemmina

Francesca V., 30 anni. Insieme a Francesco (la EffeMaschio) decide di mollare tutto e partire per un viaggio intorno al mondo...Ed è li che inizia l'avventura che raccontiamo in questo blog... ;)

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1 Response

  1. sailiasan scrive:

    Quoto tutto, nel bene e nel male! Solo due obiezioni: le mamme che corrono nei parchi al mattino io non le ho mai viste…ma sarà perchè fatico a uscire di casa prima delle 11??? E…gli opossum nel giardino!??! Sono settimane che rincorro l’unico gatto che ogni tanto mi spunta sul terrazzino, altra fauna zero…spediscimi un opossum!!! Sydney, grazie. ;)

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