0. Introduzione alla mostra Flip Through The World, il giro del mondo in 239 giorni

Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai.

A. Baricco, Oceano Mare

Flip Through The World significa sfogliare il mondo. E’ un viaggio lungo 239 giorni attraverso le strade del mondo, senza nessun altro obiettivo se non capire qualcosa in più, cercando di sfogliare le pagine del nostro pianeta una alla volta, lentamente. E per farlo, spogliarsi di tutte le comodità quotidiane ed avere come compagno solo uno zaino di pochi chili. Flip Through The World è il Desiderio di una vita, ma è anche la voglia e il punto di partenza per ricominciare a vivere in un modo nuovo.

Abbiamo attraversato l’Asia e il Sud America, la Nuova Zelanda, lo Yucatan e Cuba. Abbiamo cercato di catturare anima, odori, colori e suoni dei mondi visti, cercando il più’ possibile di allontanarci dal mondo finto costruito per i turisti.

Abbiamo visto posti incredibili, ma soprattutto, abbiamo visto l’umanità che abita questi posti. Abbiamo dormito in pensioni e alberghi della gente locale, mangiato nei loro posti, che fossero ristoranti o pentoloni sulla strada.

Abbiamo viaggiato e parlato con loro, abbiamo toccato con mano la miseria e la globalizzazione. Abbiamo cercato di catturare con le foto il mondo che ci scorreva di fronte, perché questa è stata la sensazione: essere finalmente parte del mondo. Ora, guardando indietro, siamo certi che nessuna scelta sia mai stata più saggia nella nostra vita.

Ci piacerebbe che visitando la mostra possiate porvi nei panni di due viaggiatori zaino in spalla, e guardare il mondo con i loro occhi, privi di pregiudizi e delle mille frivolezze della vita quotidiana.

E allora potrete sentire i rumori dell’Amazzonia, immaginare l’alba su Angkor Wat, godervi la luna su una spiaggia di Tulum senza elettricità, vedere un tramonto della fine del mondo, sentire il profumo della pioggia tropicale, scivolare in barca sul Mekong…

Sarebbe bello che attraverso le foto possiate sentire le culture in cui ci siamo immersi, respirare il profumo di un wat in Laos, camminare per le strade di un villaggio delle Ande, sentire la musica per le strade di Cuba o Grenada. Vorremmo che questi frammenti di vita intrappolati su delle foto potessero urlare che non esiste e non deve esistere una cultura predominante, ma ne esistono e ne devono esistere diverse, perché la diversità è la bellezza principale di questo mondo.

Ci piacerebbe che oggi poteste tornare a casa con questo messaggio…buon giro del mondo virtuale!

DoppiaEffe

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