10. Conclusioni mostra fotografica

 

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Ai giovani che mi chiedono “Ma io, che faccio?” rispondo “Guarda! Il mondo è pieno di cose da esplorare”. Il mondo che mi sono trovato davanti io in Vietnam, in Cambogia, in Cina non c’è più. Ma c’è un altro mondo lì, aperto per chi lo vuole scoprire. Ci vuol coraggio, determinazione, fantasia, ma le possibilità ci sono. Io questa vita me la sono inventata, e mica cento anni fa, ieri l’altro. Ognuno ce la può fare, ci vuole solo coraggio, determinazione e un senso di sé che non sia solo quello piccino della carriera e dei soldi; che sia il senso che sei parte di questa cosa meravigliosa che è tutta qui attorno a noi. Allora, capito? E’ fattibile, fattibile per tutti. Fare una vita, una vita. Una vera vita, una vita in cui sei tu. Una vita in cui ti riconosci.

Tiziano Terzani

4 continenti, 16 paesi.

239 giorni di viaggio: partiti il 28 Dicembre 2011, tornati in patria il 21 Agosto 2012, con in mezzo un giorno vissuto due volte (il 31 Marzo) causa attraversamento della linea della data.

28 Siti patrimonio mondiale dell’umanità

17 monete utilizzate.

17 cambi di fuso orario.

21 birre locali bevute.

 

85472 km percorsi

  • 60 Bus
  • 24 Aerei
  • 21 Barche
  • 12 Minivan
  • 7 Treni
  • 4 Scooter, 3 Bici, 1 quattro per quattro, Un numero indefinito di Tuk Tuk
  • 1 Carro a cavallo

Nessun furto subito

+5200 e -20 Metri sopra e sotto il mare

Abbiamo dormito in 133 letti diversi:

  • 52 Ostelli
  • 29 Hotel Familiari/Motel
  • 20 B&B e Casas Particulares
  • 13 Bus e Treni Notturni
  • 6 Bungalow
  • 5 Case Private
  • 2 Barche
  • 1 Camper
  • 5 Aerei

Abbiamo ballato il tango a Buenos Aires , la salsa a Cuba e la soca a Grenada

Abbiamo visto il Mar delle Andamane, i Buddha di pietra thailandesi e quelli d’oro laotiani, il Pacifico, la fine del mondo, le cime andine, il mare Caraibico. La foresta amazzonica e la steppa patagonica. Le immense distese di sale della Bolivia e quelle ugualmente bianche del Perito Moreno. Le risaie vietnamite e le rive del Mekong.

Abbiamo nuotato con i delfini liberi nell’Oceano NeoZelandese, camminato in Amazzonia con accanto il serpente a sonagli.

Abbiamo incontrato gente dai più disparati angoli del pianeta. Abbiamo imparato che le persone al mondo sono più propense ad aiutarti che a fregarti. Che non si può, a causa di un 1% di gente cattiva, dubitare ed aver paura del restante 99%. Che devi imparare a fidarti.

Abbiamo visto la storia con gli occhi della gente che ce la raccontava. In una casa di Cuba erano gli occhi di un rivoluzionario che ha combattuto in Angola e conosciuto Fidel Castro . In Vietnam quelli di un sopravvissuto che combatteva dalla parte dei perdenti. In Cambogia erano gli occhi di un bambino, ora diventato grande, che ha passato tre mesi dentro la jungla, scappando dai Khmer Rossi, prima di trovare asilo politico in Vietnam e poi Francia.

E poi la storia recente e in corso, quella che ci arriva filtrata dai nostri media. Sentir dire a un ragazzo in Thailandia che questo sarà l’ultimo re. I messicani stanchi dei risultati elettorali delle ennesime elezioni presidenziali vinte dal miglior mercante. Gli argentini stanchi dei politici che vogliono apparire Evita o Peron, che prima privatizzano e poi nazionalizzano il petrolio. La

Bolivia degli indios e dei poveri, con piena fiducia in Morales. Incontrare a un semaforo di San Francisco una homeless di 80 anni, con dottorato in chimica, che chiede solo il rispetto della sua dignità.

 

Abbiamo imparato che mangiare con le bacchette permette di gustare maggiormente il cibo. Che qualsiasi cosa bolla in un pentolone si può mangiare, perché è disinfettata. Che in Perù esistono infinite varietà di patate. Che in Messico si mangia meno piccante che nei ristoranti messicani in Italia. Che a Buenos Aires la notte è meglio prendere il bus piuttosto che il taxi. Che nei controlli doganali in Nuova Zelanda e Australia una mela in borsa può essere pericolosa.

E soprattutto, abbiamo imparato che è giusto seguire i desideri e i sogni: non importa che cosa riguardino, l’importante è trovare il coraggio di andargli dietro. Per fare una vita in cui riconoscersi e di cui andare fieri.

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3 risposte

  1. Ivanna ha detto:

    Bellissimo…davvero commovente!! MI dispiace tanto non aver potuto partecipare alla mostra…però anche questo che avete creato sul blog è molto bello 😀
    Rivedendo tutto insieme sembra che siano passati anni…e poi si notano molto le diversità dei luoghi visitati ma allo stesso tempo le cose in comune. Ci voleva questo riepilogo…grazie!!!
    Forse sarà l’ultimo commento…sempre che non decidiate di ripartire hahahahahaha!!!!
    Un bacioneeeeeeeeeeee

  2. ameliè ha detto:

    la mostra è veramente molto bella e le vostre considerazioni commoventi!
    mi dispiace non esserci stata, sia per vedere le foto dal vivo, sia per parlarvi di persona .. 🙂
    comprerei volentieri qualche foto … ma nel giro di poco … sarò anch’io senza una casa…
    complimenti ancora, non solo per il coraggio, ma per il modo unico in cui avete vissuto questa esperienza: senza inutili paure e pregiudizi … ma solo con la voglia di perdervi nel mondo
    un abbraccio e sappiate che … siete stati fonte di ispirazione per almeno 2 persone
    grazie di aver condiviso con noi la realizzazione di un vostro sogno
    a presto
    A

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